Elia Turra fugge dalla frenesia cittadina per andare Oltre Adige
È arrivato sulle più popolari piattaforme di streaming digitale, tra cui Spotify, Apple Music e Google Play “Oltre Adige” il nuovo singolo del cantautore veronese Elia Turra, che chiude la trilogia dedicata ai quartieri della città scaligera.
Ritmi folk rock e un refrain da tormentone (Dove, dove, dove, dove? Oltre Adige), il brano è ispirato alla zona Lazzaretto, nel borgo Porto San Pancrazio, e presenta tinte fortemente bucoliche. Il testo racconta, infatti, di un ragazzo che, dopo aver vissuto in città tra traffico e rumori, decide di trasferirsi oltre il fiume della sua città, per cercare sé stesso in mezzo alla natura. Oltre Adige, appunto. «Io getterò le mie rime nel fiume / io scriverò con l’inchiostro delle piume / fuggo dal quartiere / dall’asfalto bollente / io cerco un po’ di pace / lontano dalla gente / Oltre Adige», scandisce il testo.
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Elia Turra, 33 anni, spiega «È una canzone descrittiva, forse la più candida, dal timbro folk e dal sapore bucolico. Ci sono le mie passeggiate in riva al fiume, le spiagge, il mitico bus pollicino 70 che passa per le vie del quartiere, e che spesso incontro al capolinea: Oltre Adige è anche il nome dell’ultima fermata».
«Oltre Adige è un porto sicuro, dove posso fuggire dalla frenesia della routine cittadina. Lì posso trovare riparo nel dolce silenzio della mia solitudine, immerso nel profumo dei boschi, tra grandi campi verdi, piante in fiore e lepri. In questo pezzo esce il mio animo punk, mescolato a ritmi folk rock bucolici».
Oltre Adige chiude l’ep ispirato a tre quartieri di Verona: i primi due pezzi usciti sono Lsb, che parla delle case popolari di San Bernardino e Punk di Quartiere, canzone dedicata a Veronetta. Non sarà l’ultimo pezzo dedicato a Verona, perché in pentola ne bolle un altro, ispirato alla torre telefonica di Verona Est, oltre a canzoni che vanno a toccare temi più universali come l’amore, oppure scampoli di vita quotidiana. Ma Turra è anche poeta, come dimostra la sua prima opera di versi intitolata Campofiore, edita da Taschinabili Bonaccorso, in vendita nelle librerie Mondadori, Feltrinelli e Ibs.
«Nel libro raccolgo una cinquantina di poesie che parlano di me, delle mie fragilità, delle mie disillusioni amorose e di spaccati di vita difficili, in quartieri problematici e poco abbienti – dice il cantautore -. Ci sono le tematiche quotidiane della strada e dei suoi margini, con personaggi romantici e pasoliniani, talvolta sconfitti e perdenti ma pieni di vita, verità e saggezza. E poi c’è il mio cammino artistico e personale, che nei versi esprime quella dolce e amara malinconia che ha sempre fatto parte della mia persona, nel bene e nel male».
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