Elettra al Teatro Romano chiude l’Estate Teatrale Veronese
“Elettra” di Hofmannsthal, per la regia di Serena Sinigaglia, è l’ultimo appuntamento in cartellone per l’edizione 2024 dell’Estate Teatrale Veronese e sarà in scena al Teatro Romano di Verona giovedì 19 e venerdì 20 settembre alle ore 21.15.
Lo spettacolo si inserisce nel progetto della Compagnia Giovani, parte dell’Accordo di Programma tra Regione Veneto e Teatro Stabile del Veneto per la realizzazione del Progetto Te.S.eO. Veneto – Teatro Scuola e Occupazione.
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Lo spettacolo
Serena Sinigaglia affronta Elettra di Hofmannsthal coinvolgendo due straordinarie interpreti come Federica Rosellini nel ruolo del titolo e Arianna Scommegna in quello di Clitennestra.
La sua regia parte da due presupposti: il primo è il mito, l’origine, ovvero quell’opera immensa che è l’Orestea di Eschilo. Il secondo è il periodo storico in cui visse Hofmannsthal, il periodo a cavallo tra la fine del 1800 e i primi anni del ‘900, a Vienna. Una vera e propria rivoluzione culturale nell’ambito di tutte le arti e prima tra tutte quella teatrale. Gli albori di quello che poi sarà l’espressionismo tedesco. In Eschilo la figura di Elettra è marginale eppure essa ha ispirato, più di Antigone e di Edipo, un susseguirsi di rivisitazioni e riscritture. Abbiamo l’Elettra di Sofocle, quella di Euripide, quella della Yourcenar, insomma questa figura, appena tracciata da Eschilo, irrompe da protagonista nella storia successiva, fino ad ispirare persino Freud che attribuisce ad Elettra il complesso che per sempre porterà il suo nome. A differenza di Eschilo la straordinaria intuizione del poeta austriaco è quella di far morire Elettra, fatto che né il mito né le successive riscritture prevedono.
La vendetta distrugge chi la cova, al punto che, anche una volta compiuta, non vi è alcuna soddisfazione ma solo spossatezza, vuoto, morte. Il rapporto che Elettra ha con il padre assassinato è morboso, delirante, violento, in fondo inutile. Perché se per vendicarti non vivi che senso ha? L’altro aspetto rilevante della visione di Hofmannsthal è la presenza di una sorta di coro della servitù che commenta e patteggia chi per Elettra, chi per Clitennestra. E qui si erge la figura straordinaria di Clitennestra. Storicamente una donna che ha osato scegliere di autodeterminarsi, fino al punto di commettere l’omicidio. Per il poeta una donna corrosa dai sensi di colpa, che vorrebbe dimenticare, che pensa che sarebbe suo diritto dimenticare, ma che non ci riesce perché vede riflesso nei sogni e nel bagliore degli occhi della figlia il peso dell’azione compiuta.
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Cast
- regia Serena Sinigaglia
- con Federica Rosellini, Arianna Scommegna, Aldo Ottobrino, Giulia Briata, Cosimo Grilli, Elena Antonello, Emilia Piz, Arianna Verzeletti
- scene e attrezzeria Maria Spazzi
- costumi Anna Cavaliere
- luci Alessandro Verazzi
- disegno sonoro Lorenzo Crippa
- cura del movimento Alessio Maria Romano
- assistenti alla regia Alice Centazzo, Martina Testa
- assistente al training fisico – movimenti Riccardo Micheletti
- direttore di scena Federico Paolo Rossi
- elettricista Gianluca Quaglio
- fonico Lorenzo Crippa, Giacomo Venturi
- sarta Barbara Odorizzi
- foto Serena Serrani
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.estateteatraleveronese.it.
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