È una veronese la madonnara più brava d’Italia
Michela Bogoni, veronese di Monteforte d’Alpone, si è aggiudicata il podio più alto del 46esimo incontro nazionale di madonnari che si è concluso ieri nel borgo di Grazie in provincia di Mantova. Al secondo posto il marito Federico Pillan, vincitore della passata edizione, e al terzo Mariano Bottoli, originario di Monza.
Un podio quasi tutto veronese quello che hanno conquistato la coppia di maestri madonnari Michela Bogoni e Federico Pillan. Lui è reduce dalla vittoria dell’anno scorso, lei da un’altra medaglia d’oro conquistata nel 2015. Una coppia nel lavoro e nella vita da quando si sono conosciuti all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Poi è arrivato il matrimonio preceduto da un periodo di fidanzamento e «dopo tre anni di corteggiamenti», ha ammesso lui. Dalla loro unione sono nate Celeste, 14 anni, e Stella, 11. Nel mezzo ci sono stati ben vent’anni di esperienze come madonnari all’Antichissima fiera delle Grazie che da 46 edizioni ospita l’incontro nazionale (ma ormai diventato internazionale) di madonnari. Un viaggio nella terra mantovana alle prese con un’arte effimera quanto “terrena” che gli sono valsi vari riconoscimenti.

Quest’anno, il disegno di Michela intitolato “Angelo di Dio che sei il mio custode” le ha fatto vincere anche il premio della giuria popolare. Una vittoria netta, quindi, che accontenta sia i visitatori che gli esperti chiamati a selezionare e a decretare i migliori tra oltre duecento lavori. La motivazione: “Con una tecnica sapiente, capace di dosare i diversi toni del colore e le sfumature cromatiche, l’artista realizza una composizione equilibrata che si rivolge direttamente allo spettatore coinvolgendolo emotivamente nella scena. La struttura compositiva basata su una diagonale contribuisce a creare un forte dinamismo figurativo, facendo risaltare rispetto allo sfondo le tre figure, che così comunicano immediatamente con lo spazio esterno. In questo modo il soggetto esemplifica magistralmente anche il tema della famiglia”.

I soggetti rappresentati hanno i volti del marito Federico, della figlia Stella e del nipote Elia, uniti a rappresentare il tema della famiglia come caposaldo della vita. Il marito è raffigurato anche nel disegno creato da lui stesso intitolato “San Giovanni Battista”. «È un omaggio al mio amore per l’acqua che è simbolo di vita e di purezza» confida l’artista. Una vittoria inaspettata ma desiderata che conferma ulteriormente l’alto livello raggiunto dai due maestri, impegnati ogni anno in raduni artistici in tutto il mondo. Perchè l’arte, si sa, parla un linguaggio universale.
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