Dieci anni di Alban Fùam

Il gruppo veronese festeggia dieci anni di musica. Per l'occasione, venerdì 21 giugno, grande festa per tutti nel parco dell'Opificio dei Sensi.

Alban Fùam in gaelico significa “festa di luce e di suono”, una festa sempre più grande e luminosa.

Un po’ come quella che il gruppo veronese sta organizzando per il 21 giugno all’Opificio dei Sensi di san Martino in occasione dei 10 anni di attività. Sono infatti già passati 10 anni da quando, nel 2009, i ragazzi hanno strimpellato qualcosa insieme per la prima volta. 10 anni da quando Davide, il chitarrista, e Cecilia, la violinista, hanno deciso di dare vita a questo progetto musicale.

Un gruppo, gli Alban Fùam, dalle sonorità tipicamente irlandesi, capaci però di fondere la musica tradizionale d’Irlanda con influenze del folk contemporaneo e il bluegrass. Attualmente ne fanno parte Alessandro Antonello (voce), Davide Florio (chitarra acustica), Cecilia Zanchetta (violino), Alessandro Romagnoli (bodhran e percussioni) e Lorenzo Lucchese (Mandolino).

Abbiamo raggiunto telefonicamente Alessandro Romagnoli per avere da lui un bilancio su dieci anni di musica e conoscere in anteprima le idee per il futuro.

«Non vediamo l’ora di festeggiare questi dieci anni – le sue prime parole –. È un grandissimo traguardo e assolutamente non ci aspettavamo di arrivare fino a qui. Ci siamo guardati indietro e sembra incredibile quanta strada abbiamo fatto».

Proprio per ricambiare questo affetto nasce l’idea di organizzare un evento, una serata «da regalare qualcosa ai nostri fan e ai nostri amici. Una festa per tutti. Non sarà un concerto classico, –  assicura Alessandro –, ma non possiamo anticipare troppo. Alle 18.30 si apriranno i cancelli e chiunque si potrà rilassare con un aperitivo nel parco dell’Opificio dei Sensi. Ci saranno dei banchetti con manufatti artigianali in tema celtico e non solo e stand per poter cenare. Poi,dalle 21.30 (circa), partirà il concerto vero e proprio per celebrare i dieci anni. Ripescheremo vecchie canzoni, ci saranno aneddoti, racconti e anche alcuni ospiti. Proveremo a ripercorrere all’indietro questi dieci anni di musica».

Una band che negli anni ha visto susseguirsi al suo interno diversi musicisti, offrendo una formazione spesso variabile. Alessandro ricorda anche gli anni di studio in Irlanda con il gruppo, fondamentali per il bagaglio culturale e formativo del gruppo. «Abbiamo partecipato a molti workshop in scuole di musica, fatto viaggi, scoperto artisti, visto un sacco di concerti: tutto questo ci ha permesso poi di dare un’impronta molto personale allo stile del nostro suonato».

Guardando indietro e ripercorrendo questi dieci anni non ci sono grandi rimpianti per la band, né cose in particolare che vorrebbero cambiare. «Forse – dice Alessandro – mi sarebbe solo piaciuto suonare in tutti i festival di musica celtica italiani e anche all’estero. Molti li abbiamo fatti, ma averli tutti nel curriculum sarebbe il massimo per noi. È un genere che sta prendendo piede, un genere molto sentito. C’è un ritorno alla musica folk molto forte, siamo nel momento giusto e al posto giusto».

L’impegno per il futuro, dunque, è diffondere e far conoscere la musica degli Alban Fùam il più possibile. «Da qualche mese stiamo suonando anche il nostro inedito in italiano e quello che mi auguro è di poter fare, in futuro, un intero album di inediti, in italiano o in inglese, e suonare più musica originale».

Appuntamento quindi venerdì 21 giugno all’opificio dei Sensi in via Brolo Musella 27, a San Martino Buon Albergo: c’è un compleanno speciale da festeggiare.

Camilla Faccini

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