Dante a Verona: a spasso per i luoghi dell’esule poeta

L'Associazione Culturale Guide Center Verona organizza la passeggiata culturale DANTE A VERONA, domenica 5 Giugno alle ore 14,30, nell’ambito delle iniziative culturali "Scoprendo la (s)conosciutissima Verona".

Dante Alighieri
La statua di Dante Alighieri in Piazza dei Signori

Domenica 5 Giugno 2022, alle ore 14,30, nell’ambito delle iniziative culturali Scoprendo la (s)conosciutissima Verona, tutti i cittadini di Verona – e non solo – sono invitati a partecipare alla passeggiata culturale DANTE A VERONA, organizzata dall’Associazione Culturale Guide Center Verona.

Non poteva che essere Verona il “primo rifugio e ’l primo ostello” di Dante Alighieri, cacciato da Firenze nel 1302. La città veronese, all’apice della sua potenza con la signoria Scaligera e in particolare con Cangrande della Scala, divenne un polo culturale primario in Italia e si guadagnò la fama di città-rifugio dei numerosi esuli delle lotte di fazione. A Verona, il giovane signore scaligero accolse il “ghibellin fuggiasco” con l’ospitalità propria di un principe illuminato e con la generosità di un mecenate.

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Il ritrovo è fissato per le ore 14,30 in Piazza Viviani presso Palazzo Ex Poste Centrali con inizio alle ore 15. Il costo per gli adulti è di € 10,00 a persona; prezzo ridotto a € 5,00 per ragazzi tra i 12-18 anni di età; gratuito per i bambini da 0-11 anni. La durata dell’evento sarà di circa 2 ore. Per partecipare, è consigliata la prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni contattare Guide Center Verona al tel. 045 595047 – Interrato Acqua Morta 3/c, 37129 Verona | info@turismoverona.it | www.mostreverona.it

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A Verona Dante visse in tutto circa sette anni: dal 1303 al 1304, ospitato da Bartolomeo Della Scala, fratello di Cangrande, e dal 1312 al 1318, ospitato dallo stesso Cangrande. In pratica trascorse a Verona quasi la metà degli anni dell’esilio. Qui, all’ombra dello stemma scaligero adorno delle ali dell’aquila imperiale, Dante scrisse il “De Monarchia”, molte lettere e buona parte del “Paradiso”, cantica che il sommo poeta dedica allo stesso Cangrande. Qui fece conoscere la sua “Commedia”, studiò i testi antichi conservati alla Biblioteca Capitolare, contemplò le vestigia romane sognando un nuovo impero portatore di pace e di giustizia; infine, assistette alle imprese dell’unico principe in grado di riportare la pace nel nord dell’Italia dopo i fallimenti degli imperatori d’oltralpe.

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