Dante 700, Anderloni: «A settembre una grande sorpresa per il “Paradiso”»

Il regista e autore veronese Alessandro Anderloni è intervenuto stamattina su Radio Adige Tv per raccontare gli eventi e i progetti in programma per le celebrazioni dantesche del 2021. Tra le iniziative anche uno spettacolo in carcere, con la compagnia "Teatro del Montorio", e nelle scuole veronesi.

La settimana scorsa è stato presentato il progetto “Dante 1321 – 2021”, un ricco programma di eventi per celebrare i 700 anni dalla morte del sommo poeta anche a Verona, città che lo accolse negli ultimi anni della sua vita. Per festeggiare questo avvenimento il Comune di Verona ha avviato un protocollo d’intesa tra diversi enti con l’obiettivo di garantire la conservazione, il recupero e la valorizzazione dei beni legati alla presenza di Dante a Verona e in Veneto. Ma sono molti anche gli eventi culturali previsti durante il prossimo anno: mostre, manifestazioni, seminari, spettacoli e tanto altro. Coinvolto in questo grande progetto anche il regista e autore veronese Alessandro Anderloni, che oltre a quelle organizzate dal comune, sta portando e porterà avanti nel 2021 altre iniziative personali legate al sommo poeta anche nel carcere di Montorio.

«Dante era interessato al proprio pubblico ai propri lettori, dava del “tu” al lettore e sono più di 20 gli appelli nella Commedia in cui Dante si rivolge direttamente al lettore. Aveva scelto una lingua che non era dei dotti, ma del popolo, il volgare illustre, quello che nel “De vulgari eloquentia” chiama “la pantera profumata”: una lingua che poteva essere compresa da tutti e da tutte. – ha spiegato Anderloni – Dante era interessato a noi, soprattutto: aveva definito il suo interesse nel canto XVII del Paradiso quando ci definisce “coloro che questo tempo chiameranno antico”. Sapeva che l’avremmo letto ed ecco perchè Dante deve essere detto da chiunque. Nel carcere di Verona da tre anni lavoriamo su Dante Alighieri e sulla Commedia. Aspettiamo che Dante esca da noi stessi: pensate a cosa significhi in quest’anno che stiamo affrontando il Purgatorio parlare di un luogo in cui si sconta una pena all’interno di un carcere. Il Purgatorio è una cantica che è un anelito alla libertà. Stiamo ragionando in questi giorni sul fatto che in carcere i giorni delle feste sono sempre mesti, e su questo frammento di endecasillabo: “Libertà va cercando“. Sono le parole che Virgilio dice a Catone all’ingresso del Purgatorio per permettere a Catone di comprendere il significato di questo viaggio ultraterreno di Dante. Sentite quanto risuonano forti soprattutto per chi dentro un carcere pensa ogni giorno alla sua libertà».

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Tanti i progetti in essere anche con le scuole: «”Dante a Verona” è lo spettacolo che andrà in scena a marzo intorno alle date del “Dantedì” e coinvolge più di 100 bambini della scuola Rubele che canteranno e reciteranno la vita di Dante Alighieri nella sua città. Ma sta partendo in questi giorni un altro progetto: “Verona la città del Paradiso“. Il Paradiso è la cantica che più amano e comprendono i bambini: sono otto scuole e 19 classi dei quartieri di Veronetta e Porto San Pancrazio ed è un progetto voluto dall’istituto comprensivo 18 e sostenuto dall’assessorato all’Istruzione di Verona. Il Paradiso viene compreso soprattutto dai bambini, mentre noi adulti siamo spaventati dal Paradiso: forse per pigrizia o per i tanti scudi mentali. I bambini invece riescono a dire e raccontare quel regno di luce e sogno, volano con la fantasia. È un’esperienza indimenticabile sentire Dante uscire dalla bocca dei bambini: quando 15 anni fa ero a Roma a mettere in scena per la prima volta la Divina Commedia con bambini di 8,9 o 10 anni, il dantista Fausto D’Ammando si commosse fino alle lacrime».

Diversi gli eventi in programma realizzati in sinergia anche con il comune: «Lo spettacolo che realizzeremo con il “Teatro del Montorio” all’interno del carcere è inserito nel calendario ufficiale delle celebrazioni e sarà intorno al mese di aprile. – Poi nell’anniversario del 13-14 settembre ci sarà la terza tappa di “Dante 700”: l’Inferno è stato messo in scena al Lazzaretto, il Purgatorio alla Dogana di Fiume, ma per il Paradiso ci sarà una grandissima sorpresa che culminerà alle rive di Castelvecchio e sarà un evento che Verona non ha mai vissuto. Poi le letture di Dante nelle scuole e uno spettacolo nuovo che sto preparando insieme all’Università di Verona per far conoscere uno dei testi più sconosciuti di Dante: la “Quaestio de aqua et terra” che pronunciò il 20 gennaio 1320 nella piccola chiesa di Sant’Elena».

L’8 dicembre inoltre è arrivata da Anderloni l’idea di cambiare il nome di Piazza dei Signori in Piazza Dante: una proposta che è stata avanzata dal regista attraverso un canto in terzine dantesche: «L’idea mi è venuta passeggiando per piazza Dante e vedendo il suo viso corrucciato pensavo che fosse corrucciato per la targa con quel nome “Allighieri”, che non è sbagliato, ma forse lui avrebbe preferito “Alighieri”. Poi ho sentito un ragazzo che stava parlando al telefono, forse con la sua ragazza, e ha detto “ti aspetto in piazza Dante”. Qualche giorno dopo poi in una scuola, parlando degli scaligeri, un ragazzino ha detto “io lo so dov’è la statua di Dante a Verona, è in piazza Dante!”. Non è per disconoscere la storia, sarebbe un gesto che passerebbe alla storia della città, se motivato. E sono felice che si sia aperto il dibattito, perchè significa avvicinare Dante ai veronesi e tirarlo fuori dall’ufficialità».

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