Critiche a Domingo: «Tra molestie e flop, che non si esibisca più in Arena»
Si è svolto ieri sera l’atteso spettacolo di Plácido Domingo, all’Arena di Verona. Un appuntamento ormai annuale e tradizionale e un’unione storica, quella tra la città e il cantante spagnolo. Jessica Pratt e Michele Pertusi. Mariangela Sicilia e Yusif Eyvazov. Giulia Mazzola e Amartuvshin Enkhbat. Queste le grandi voci protagoniste che ieri sera hanno accompagnato Domingo in quella che ormai è diventata una grande festa per la lirica.
L’evento ha suscitato però alcune reazioni contrastanti, memori delle vicende che hanno visto coinvolto in passato il tenore, dal flop dell’anno scorso alle ben più gravi accuse di molestie, che riguardano Domingo da anni.
Anche la CGIL di Verona esprime il proprio disappunto in merito alla presenza di Domingo anche quest’anno. «Lo scorso anno avevamo chiesto e auspicato che Plácido Domingo non venisse più invitato a esibirsi in Arena. Le ragioni erano sia di carattere artistico (da qualche anno le sue prestazioni sono tutt’altro che esaltanti) che etico/morali (sono numerose le accuse di presunte molestie sessuali a suo carico). La direzione di Fondazione Arena di Verona invece, anche per il 2023 ha riservato una serata al tenore spagnolo nonostante sia evidente il suo costante e inesorabile declino».
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CGIL non si ferma, e aggiunge: «A questo punto sentiamo il dovere di fare alcune valutazioni. La prima è di carattere artistico: è opportuno che il teatro più grande al mondo si debba accontentare di una qualità discreta degli spettacoli anziché puntare più in alto? Non sarebbe opportuno e doveroso cercare di alzare la qualità e di conseguenza anche essere più attrattivo per gli amanti della musica lirica? Se queste considerazioni non bastassero ne facciamo anche una di carattere prettamente economico: se fino a qualche anno fa Domingo in Arena era sinonimo di “sold out” adesso bisogna prendere atto che il tenore spagnolo non garantisce un numero adeguato di spettatori».
«Ieri sera c’erano meno di settemila spettatori ad assistere allo spettacolo, numero che a prima vista potrebbe sembrare buono. In realtà questo dato è fuorviante perché una larga fetta di pubblico aveva acquistato il biglietto di Rigoletto del 4 agosto (serata saltata a causa del maltempo) e poteva optare di vedere lo spettacolo di sabato 5 oppure domenica 6. Le persone che hanno acquistato il biglietto per assistere al gala Domingo sono state poco più di 5.500 (la capienza massima dell’anfiteatro è di circa 12 mila posti). Quindi potremmo dire che il “contributo” di Albanese, regista di Rigoletto, è stato fondamentale per vedere un pubblico dignitoso in Arena. Al momento non conosciamo la programmazione dei festival 2024 e 2025, ma ci auguriamo che questa volta non ci siano serate riservate a Domingo, anzi ci permettiamo di consigliare a FAV di riservare qualche serata a giovani Direttori di Orchestra e cantanti solisti emergenti perché anche in questo campo è necessario un rapido cambio generazionale», conclude il sindacato.
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Le accuse di molestie
Lo scandalo emerse nel 2019, quando un’inchiesta dell’agenzia di stampa americana Associated riportò le testimonianza di oltre una decina di donne, secondo le quali il cantante lirico e direttore d’orchestra le avrebbe insidiate e molestate con comportamenti inappropriati. Le accuse fanno riferimento a un arco temporale che comprende la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, come conferma anche l’ultima testimonianza nota, dello scorso gennaio. Una cantante, infatti, ha raccontato durante la trasmissione televisiva di aver subito molestie da parte di Domingo. «Una delle prime cose che ti dicono è di non salire in ascensore da sola con Placido Domingo», aveva detto, prima di raccontare gli episodi. Nel 2019, il tenore aveva definito le accuse «profondamente preoccupanti e poste in modo inesatto», aggiungendo: «Ho sempre creduto che tutte le mie interazioni e relazioni siano state sempre ben accette e consensuali».
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