Cresce l'attesa per il Film Festival della Lessinia. Sabato il via a Bosco

Una selezione internazionale di film che si amplia di anno in anno, a rappresentare tutti i continenti, per portare sull’altopiano veronese della Lessinia nuove e autentiche storie di vita in montagna.

Si alza sabato 24 agosto il sipario sulla diciannovesima edizione del Film Festival della Lessinia. La rassegna cinematografica internazionale dedicata alle terre alte di ogni angolo del mondo proseguirà poi, con nove giorni di proiezioni sul grande schermo del Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona) ed eventi collaterali nella Piazza del Festival, fino a domenica 1 settembre.

Il Film Festival della Lessinia è organizzato dall’Associazione Film Festival della Lessinia con la direzione artistica di Alessandro Anderloni. È sponsorizzato da Cantina Bertani e Cassa Rurale Bassa Vallagarina, con il sostegno di Comunità Montana della Lessinia, Comune di Bosco Chiesanuova, Regione Veneto, Provincia di Verona (Assessorato all’Identità Veneta e Manifestazioni per il Tempo Libero) e da Camera di Commercio di Verona e con il contributo di Fondazione Cariverona.

I NUMERI66 film provenienti da 28 Paesi: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Cina, Colombia, Danimarca, Finlandia, Francia, Indonesia, Iran, Italia, Irlanda, Georgia, Germania, Lussemburgo, Messico, Montenegro, Polonia, Regno Unito, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Svizzera, Turchia, Usa, Uzbekistan.
I numeri dell’edizione 2013 del Film Festival confermano la vocazione sempre più internazionale della rassegna. È anche il record di film presentati. Il programma cinematografico si suddivide nelle sezioni “Concorso” (a contendersi la Lessinia d’Oro per il miglior film, la Lessinia d’Argento per la migliore regia e gli altri riconoscimenti speciali) e nelle altre sezioni: “Altre Montagne”, “Eventi Speciali” e “FFDL+ bambini e ragazzi”. Tutte le opere cinematografiche partecipano all’assegnazione del premio del pubblico Bertani, del premio della Cassa Rurale Bassa Vallagarina e degli altri premi speciali.

CONCORSO La punta del diamante del Festival, frutto di una ricerca in tutti i continenti del meglio che sia stato prodotto sulla tematica della vita in montagna e nelle terre lontane, si caratterizza per una significativa varietà di generi. Sono rappresentati documentari, cortometraggi, lungometraggi e film di animazione. Il Festival ha lavorato con l’intento di rappresentare tutti i punti di vista possibili nel raccontare la montagna. E quante più tematiche possibili. La qualità artistica di altissimo livello del concorso 2013 non renderà facile la scelta della giuria internazionale tra cui spiccano i nomi del regista svizzero Fulvio Mariani, mitico direttore della fotografia del film L’urlo di pietra girato sul Cerro Torre da Werner Herzog, e della giornalista e regista Gloria De Antoni, autrice da poco di un omaggio a Mario Monicelli. Insieme con loro altri tre registi: dalla Germania August Pflugfelder, dalla Lituania Egle Vertelyte e dalla Slovenia Karmen Tomsic.

Tra i documentari in concorso, forti quelli di documentazione e denuncia di problematiche ambientali. Cloudy Mountains (una delle tante anteprime italiane) del giovane regista cinese Zhu Yu, documenta le tremende condizioni di vita dei lavoratori, anche bambini, nelle miniere di amianto della Cina. In Mestorozhdenie di Ivan Golovnev (Russia) si narra di una coppia di contadini in una terra sconvolta da giganteschi impianti per l’estrazione di petrolio. In Negeri di Bawah Kabut, l’indonesiano Shalauddin Siregar mostra le vicissitudini di una famiglia alle prese con un cambiamento di stagioni che ha messo a repentaglio i raccolti sull’Isola di Java. Tra le altre attese anteprime italiane di documentari, Der Imker del siriano Manu Khali, trionfatore dell’ultimo festival di Solothurn, in Svizzera. Atteso l’arrivo in Lessinia di Renato Zucchelli, L’ultimo pastore del regista Marco Bonfanti, la cui scena delle mille pecore in Piazza Duomo a Milano ha fatto il giro del mondo.
Nella selezione cortometraggi (a cui sarà dedicata un’intera nottata, La Notte Corta, di giovedì 29 agosto alle 23) potremo vedere ironici sguardi sulla montagna e sul suo isolamento, soprattutto isolamento mentale e culturale, come nella storia di un’amicizia omosessuale in una paesino delle Alpi, Wenn di Kühe glocken tragen di Christian Günzler, o nella chiusura dei confini della Baviera, dove si ricacciano indietro gli immigrati clandestini di pelle nera come ci mostra Welcome to Bavaria di Matthias Koßmehl. O ancora in E Berta filava di Mattia Petullà, vicenda di un’immigrata dall’Est Europa e capitata al Sud, nella mentalità maschilista delle montagne calabresi. Ma ci sarà spazio anche per storie di grande poesia, come nel delicatissimo Shavi tuta di Gabriel Razmadze, ritratto di un’amicizia adolescenziale sullo sfondo di una città mineraria fantasma della Georgia.
Tra i lungometraggi, tre di altissimo livello, già protagonisti nei maggiori film festival europei: La Sirga di William Verga (a Cannes nel 2012), Histórias que só existem quando lembradas di Julia Murat (a Venezia nel 2011) e Jîn di Reha Erdem (a Berlino nel 2013).
Giunge al Film Festival della Lessinia, dopo un clamoroso successo internazionale e una personale alla Mostra del Cinema di Venezia che lo ha consacrato tra i grandi del film di animazione, Simone Massi con il suo nuovissimo lavoro, Animo resistente, che porta sul grande schermo una storia di guerra sull’Appennino nel 1944. Dall’Australia, Marieka Walsh porta sull’altopiano veronese un’altra opera di animazione, The Hunter, realizzata con una tecnica di sabbia molto particolare.

OMAGGIO AI FIUMI
La retrospettiva tematica del Film Festival 2013 è dedicata ai fiumi, come in un’ideale congiunzione tra il mondo della montagna, della pianura e del mare. Da non perdere un film di rara suggestione, Forest of Bliss dello statunitense Robert Gardner, ritratto di immagini e suoni lungo le rive del fiume Gange. Una perla del 1986 la cui unica copia proiettabile il Film Festival della Lessinia ha inseguito e fatto arrivare dagli Stati Uniti. Un’esplorazione geografica e umana, dove spesso è proprio l’intervento dell’uomo a sconvolgere l’ecosistema naturale legato ai corsi d’acqua, ci viene presentata in Aral – Fishing in an Invisible Sea di Carlos Casas e Saodat Ismailova, prodotto da Fabrica. Qui si narra la vita degli ultimi pescatori nella melma di quello che era un grande mare prima di essere sconvolto da uno dei più grandi disastri ambientali di tutti i tempi. Di un paese sommerso dalle acque innalzate dalla Diga delle Tre Gole, sul Fiume Giallo in Cina, parla invece Still Life di Jia Zhang-Ke (Leone d’Oro a Venezia nel 2006).
Un duplice sguardo al fiume Po sarà dato grazie a un prezioso, e pressoché sconosciuto, documentario di Ermanno Olmi, Lungo il fiume del 1992 che sarà proiettato in concomitanza con Il risveglio del fiume segreto di Alessandro Scillitani che documenta la discesa del fiume Po effettuata nel 2012 in compagnia del giornalista e scrittore Paolo Rumiz, anche lui ospite del Festival. A un altro fiume italiano, il Sile, sarà dedicato l’omaggio condotto dal neodirettore del Parco del Fiume Sile, Diego Lonardoni, con la presentazione del libro Il fiume sorgivo con le fotografie del grande Fulvio Roiter.
Alla vita lungo i corsi d’acqua, e in particolare ai cercatori d’oro del Ticino negli anni Cinquanta, sarà dedicato lo spettacolo teatrale di anteprima del Festival, Acquadoro, che segna il ritorno in Lessinia, venerdì 23 agosto, di una grande interprete italiana: Lucilla Giagnoni.

RICORDO DEL VAJONT
A cinquanta anni dal disastro, il Festival della Lessinia dedica un ricordo speciale al Vajont, in collaborazione con la Fondazione Vajont e il Festival Le Voci dell’Inchiesta di Pordenone. Scrive Marco Rissitti, curatore di questo omaggio: “Quella del disastro del Vajont è la storia di molti silenzi: innaturali, colpevoli, imbarazzanti, forzati, dignitosi, toccanti. Ma è anche il resoconto delle iniziative messe in atto da quanti – giornalisti, scrittori, storici, cineasti – hanno cercato di rompere certi silenzi e ascoltarne altri”.
La retrospettiva si propone di far conoscere al pubblico del Film Festival della Lessinia alcuni contributi filmati “laterali” e poco noti. Dai cortometraggi Gli acrobati delle dighe di Angelo Campanella e Natale nel Vajont di Luigi Di Gianni, grande maestro del documentario italiano, che ci presentano rare immagini girate prima e dopo la frana del Monte Toc, fino a Vajont ’63. Il coraggio di sopravvivere (2008) di Andrea Prandstraller, incentrato sull’azione dei Vigili del Fuoco e le testimonianze dei superstiti dopo la tragedia. Ai film si aggiungerà il racconto di Giorgio Temporelli che nel suo libro Da Molare al Vajont ha analizzato in ogni dettaglio le cause non soltanto di questa, ma di molte altre tragedie, meno conosciute, accadute sulle Alpi per colpa degli invasi artificiali. Testimoni oculari dei giorni tragici al Vajont arriveranno in Lessinia a raccontare e tenere viva la memoria, nello svelare verità ancora scomode e tenute nascoste.

TRIBUTO AD ATTILIO BENETTI
Non poteva mancare, nell’anno della sua scomparsa, un tributo al paleontologo e studioso della Lessinia Attilio Benetti a cui, proprio nella settimana del Festival, sarà intitolato il Museo dei Fossili di Camposilvano che lui ha fondato e custodito per mezzo secolo. La rassegna di Bosco presenterà due preziosi documentari. Nel primo, Una notte nel Cóvolo di Tiziano Zatachetto, è lo stesso Attilio Benetti a raccontare una storia di fade e di orchi ambientata nella grande caverna che si apre accanto alla sua casa. Nel documentario Le pietre di Attilio Benetti, il regista Josef Schwellensattl ci regala un ritratto di Benetti e dei suoi fossili, dei suoi viaggi da emigrante e della sua passione per la Lessinia, della sua voglia di tramandare al futuro memoria e delle sue lotte per la salvaguardia ambientale e culturale della montagna.

FFDL+ BAMBINI E RAGAZZI
Il Film Festival della Lessinia quest’anno ha un “più”. È il segno che contraddistingue la sempre più ricca sezione dedicata ai bambini e ragazzi, ma aperta a tutte le età, con proiezioni che catturano l’interesse di tutti. Mai come in questa edizione la commissione di selezione del Festival ha lavorato per ricercare in tutto il mondo i film di animazione e i cortometraggi che saranno presentati nelle proiezioni pomeridiani e suddivisi per fasce d’età. Aprirà il programma per i più piccoli, dai tre anni in su, il delizioso Snowflake della regista russa Natalia Chernysheva: storia di un fiocco di neve finito, per sbaglio, in un torrido deserto dell’Africa. E tante altre piccole vicende saranno dedicate ai bimbi: quella dell’uccellino nero che abbevera l’unica foglia del suo albero, quella della piccola oca che si perde come Cappuccetto Rosso nel bosco, quella disegnata dai bambini dell’Iran per dire Game Over alla guerra. E il Festival dedica una programmazione anche a quella che chiamano “l’età di mezzo” con storie di adolescenti e giovani alle prese con la fatica di crescere: dall’irrequieto Kiran, nella yurta mongola in cui vive con la madre sulle sponde di un lago in Svizzera, agli amici di Daleko od Miasta che, in un’estate polacca, decidono di girare loro stessi un film.
Ai bambini e ragazzi sono dedicati ogni giorno laboratori, spettacoli e attività didattiche che animeranno le mattine della Piazza del Festival. I bambini diventeranno così cacciatori preistorici, cuochi medievali, commercianti di spezie con proposte legate ancora al rapporto tra uomini e fiume, come nella mostra pittorica I fiumi si raccontano con opere realizzate dai ragazzi delle scuole secondarie di Cerro Veronese e Bosco Chiesanuova.

PAROLE ALTE
Il Film Festival della Lessinia apre una collaborazione con il Premio Letterario Mario Rigoni Stern che contribuito nella realizzazione degli incontri letterari, insieme con la casa editrice Gianni Bussinelli che cura anche quest’anno la Libreria della Montagna.
Arriverà in Lessinia Paolo Rumiz a presentare il suo ultimo libro, Morimondo, che narra del suo viaggio navigante sul fiume Po, attraverso le regioni più inurbate e industrializzate d’Italia, per scoprire che il grande fiume è un angolo ancora selvaggio, oltre che colpevolmente ignorato. A presentare Point Lenana, sarà ospite del Festival Wu Ming 1, del mitico collettivo di scrittori della sezione bolognese del Luther Blisset Project, e racconterà l’impresa del triestino Felice Benuzzi quando, nel 1943, evase dalla prigione dov’era rinchiuso, per scalare i 4.985 metri del Monte Kenya. Ma sono particolarmente attesi altri due incontri con protagonisti della vita in montagna. Non alpinisti, non avventurieri né esploratori, ma montanari. Il primo è dedicato ai pastori. In occasione della presentazione del libro Tracce di antichi pastori negli Alti Lessini di Ugo Sauro, dialogheranno tra di loro pastori e pastore che ancora oggi, in Lessinia, portano avanti questo antichissimo mestiere. Altri protagonisti saranno i cacciatori, e le loro vicende di caccia. Di questo mondo, discusso a torto e a ragione, si conosce poco, ne parleranno cacciatori-scrittori come Marco Ramanzini (direttore della rivista Il cacciatore italiano), Claudio Zanini, Franco Zunino e Daria Valentin.
Ottanta modi di raccontare la montagna saranno quelli che presenteranno infine Roberto Mantovani e Alberto Gedda, autori della fortunata trasmissione di Rai Due, Tg Montagne e curatori del libro Ritratti di parete che raccoglie interviste a scrittori, musicisti, attori, alpinisti, sportivi e registi. Tra i protagonisti del libro, ospiti del Festival ci saranno il regista svizzero Fulvio Mariani e i registi piemontesi Sandro Gastinelli e Marzia Pellegrino. Atteso, a sorpresa, anche il cantante Ricky Gianco con una sua canzone dedicata al fiume Po.

UN FESTIVAL DI MUSICA
Il programma musicale della Piazza del Festival, punto centrale di ritrovo del pubblico della rassegna, con l’Osteria del Festival e la Libreria della Montagna, presenta un viaggio lungo quattro concerti alla scoperta delle sonorità di mezzo mondo. Si parte dalla Lessinia con la Vaggimal Night, in compagnia dei giovani gruppi prodotti dall’etichetta discografica dei Monti Lessini Vaggimal Records. Poi daranno suono alle notti del Festival, dalle 23, la musica greca di Vanghelis Merkuoris e dei Mesogaia Project, le ballate irlandesi degli Alban Fuam, le melodie balcaniche, i canti yiddish e le danze rom di Damian Pipica e infine il suono dell’Africa nera, con Carlos Delgado & Quartet e la musica etnica della Guinea Bissau. Il cantante Maguet Guey e il percussionista Giatumata Giata, con un viaggio che parte dai canti sufi, saranno invece i protagonisti de “La Notte Corta”, accompagnando la proiezione dei cortometraggi del Festival.

Programma completo della rassegna sul sito <link=’http://www.ffdl.it’ class=’_blank’>www.ffdl.it</link>

Marta Bicego