“Confini Comuni: Marcherries”: due incontri per parlare di pace
La tragedia che si sta consumando a Gaza ha riaperto gli occhi su un conflitto, quello israelo-palestinese, le cui radici sono profonde e complesse. A Verona viene promossa la manifestazione culturale ‘Confini Comuni: Marcherries 2024’, che vuole portare alla luce le complessità di una storia tanto violentata e allo stesso tempo promuovere una comune responsabilità alla pace.
Dopo il primo appuntamento di venerdì 7 giugno alle 20.30, all’Università di Verona, con l’incontro ‘Israele e Palestina: è ancora possibile parlare di pace?’, durante il quale sono intervenuti Egidia Arrigoni Beretta mamma di Vittorio Arrigoni, attivista nonviolento ucciso a Gaza, Nico Piro giornalista inviato di guerra ed esperto in conflitti del medio oriente e Stefano Levi Della Torre, saggista, scrittore e attivista della pace tra israeliani e palestinesi, il prossimo appuntamento è previsto per sabato 15 giugno, alle 19 in piazza Mercato delle Ciliegie a Marcellise di San Martino Buon Albergo. La serata è inserita nel progetto regionale Il Mondo Tra Le Mani. Si alterneranno quattro gruppi musicali: Crema, Diplomatico e Collettivo Ninco Nanco, Ciliari, Espana Circo Este e interventi per conoscere le attività del progetto e testimonianze.
La manifestazione è stata presentata dall’assessore alle Pari opportunità Jacopo Buffolo insieme, per l’associazione Sulle Orme e Cooperativa sociale Multiforme, alla vicepresidente Sara Benetti e al responsabile Claudio Dal Corso e per il gruppo giovani Lavori in corso, a Federica Mischi e Mattia Venturelli.
«Due momenti di incontro che ci raccontano l’attenzione che da tempo è rivolta a quanto sta accadendo a Gaza – evidenzia l’assessore Buffolo –. Verona vuole essere una città di pace e vuole supportare tutte quelle iniziative che mirano a costruire dialogo in un mondo dove i conflitti continuano ad estendersi. Ringrazio l’associazione Sulle Orme per la proposta e le importanti opportunità offerte alla cittadinanza con questa manifestazione».
«Il titolo ‘Confini Comuni’ – spiega Sara Benedetti – richiama la necessità di riaprire nuove prospettive, nuove visioni laddove sembra che ci siano solo limiti e barriere. La prospettiva è di ripensare il confine come luogo di incontro, di relazione, dove i giudizi possono essere sospesi, per iniziare invece percorsi di avvicinamento pacifico e nonviolento. Vogliamo dire ai giovani che saranno con noi che vivere insieme è non solo possibile, ma anche una responsabilità per restare umani».
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