Teatro delle scuole, il liceo Messedaglia conquista la giuria

Arriva a Verona il premio per il miglior spettacolo delle scuole venete del 2018.  A vincere le finali del concorso intitolato “Teatro della Scuola”, organizzato dall’Associazione Città di Vicenza e della Federazione Italiana Teatro Amatori (Fita) Veneto al Teatro Farinelli di Este, è la compagnia teatrale del liceo Messedaglia di Verona che ha messo in scena uno  spettacolo dedicato alla Grande Guerra,  “L’osteria del tempo fermo” di Alessandro Anderloni.

L’istituto veronese si è imposto sulle altre sette scuole che hanno preso parte al concorso: l’ITS Marco Polo di Verona (che portava in scena un’altra rappresentazione di Anderloni, La responsabilità), il Liceo Roccati di Rovigo, il Liceo Guarino Veronese di San Bonifacio, il Liceo Lioy di Vicenza, il Liceo Fermi di Padova, l’Istituto Masotto di Noventa Veneta e il Liceo Pigafetta di Vicenza.
La giuria del concorso ha premiato l’Istituto Messedaglia sottolinendone l’ottima l’interpretazione dei giovani attori e la curata scenografia che ha reso credibili le vicende narrate. Particolare attenzione è stata posta anche nella realizzazione dei costumi, la cui realizzazione è stata opera di Giovanna Ferrarese.

Per la buona riuscita dello spettacolo i 21 studenti e studentesse del Messedaglia si sono messi in gioco interpretando gli altrettanti personaggi “intrappolati” nell’osteria collocata sulla strada che porta al confine tra Veneto e Tirolo. Topos dello spettacolo teatrale il tempo che, sulle montagne al confine, trasformate a causa della guerra in luogo di dolore e disperazione, si è fermato al 1917. L’osteria della zona e chi la abitano sono rimasti com’erano cento anni fa. La performance ha messo in scena la storia di soldati, crocerossine, ufficiali italiani e austriaci, cappellani militari, alpini, fanti, contrabbandieri e donne che aspettavano il ritorno dei logo cari, che sono venuti a ristorarsi dell’ostessa Maria, lasciandovi la loro traccia.
Protagonista della storia una giovane donna che, dopo un secolo dalla guerra, arriva con il suo fidanzato alla ricerca della memoria del bisnonno e del suo passato.  Questo arrivo stravolgerà la vita dell’ostessa che alla fine accetterà la morte del figlio e il tempo ricomincerà a girare, lasciando i morti, finalmente, al  ricordo dei loro cari e alla coscienza di un popolo intero.

Una vittoria, quella messa a segno dal liceo Messedaglia, che sembra essere dettata non solo dalla buona realizzazione tecnica dello spettacolo ma soprattuto per la tematica portata sul palco:  «La Grande Guerra è una narrazione che rischia di restare molto lontana dai giovani se parlando della guerra non si racconta delle sofferenze e delle ingiustizie inflitte a ragazzi poco più grandi di chi la studia sui banchi delle superiori oggi», spiega il regista Alessandro Anderloni. «Parlare delle atrocità che questa guerra ha provocato è un dovere, in questi anni di anniversario dove ancora abbiamo sentito esaltare patriottismo e coraggio, senza rivelare le atroci responsabilità di chi mandò al massacro questi soldati per calcolo politico ed economico- continua- La Grande Guerra fu dolore, rabbia, frustrazione, umiliazione. Rievocare questi sentimenti sul palcoscenico può spostare il punto di vista dei giovani, può rimettere in moto l’esercizio della memoria e svelare quanto di terribile si tenti ancora di nascondere sulle guerre di oggi».
Alessandro Anderloni scrisse “L’osteria del tempo fermo” nel 2015, in occasione del primo anno del centenario dalla Prima Guerra Mondiale. Allora il testo fu portato in scena dall’ITS Marco Polo di Verona che, a sua volta, vinse il concorso di teatro delle scuole venete. Oggi sono più di 50 i testi originali che il regista ha scritto per le scuole e più di 3mila i bambini, gli adolescenti e i giovani che ha portato in scena in vent’anni.

[pantheon_gallery id=”50086″][/pantheon_gallery]