“Con grande sprezzo del ridicolo”: questa sera in scena al Nuovo di Verona

Questa sera e domani è di scena la drammaturgia italiana contemporanea. Il testo, vincitore del bando Drammaturgia NDN 2022, si ispira a un fatto realmente accaduto a Torino nel 1884.

Con grande sprezzo del ridicolo Teatro Nuovo Verona
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Nell’ambito di TheatreArtverona, rassegna organizzata dal Teatro Stabile di Verona in collaborazione con la fiera ArtVerona e con il contributo della Regione del Veneto, il 3 e 4 ottobre alle 21 nel Piccolo Teatro di Giulietta, è in programma “Con grande sprezzo del ridicolo”, il testo di Fabio Marson che ha vinto il bando Drammaturgia NDN 2022. Coprodotto da NdN – capofila Idra Teatro ETS, dal Teatro Libero Palermo, dal Teatro Stabile di Verona e dal Centro Teatrale MaMiMò, è interpretato dai tre giovani attori della compagnia under 35 Asini Bardasci: Filippo Paolasini, Lucia Bianchi e Marco De Rossi. Lo spettacolo, di cui è regista lo stesso Paolasini, è ambientato in una Torino fin-de-siècle dove Giuseppe Musso, un impiegato del Ministero degli Esteri giunto da poco in città s’imbatte per caso in sei nobili Assabesi ospiti dell’ Esposizione Generale Italiana del 1884. Folgorato dalla bellezza della principessa Kadiga, non riuscirà più a togliersela dalla mente mettendo in crisi il suo matrimonio, fino a quel momento felice, con Elena.

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Il bando

Il bando indetto da NdN, network formato da quattordici realtà teatrali che operano in tutta Italia e sostengono e promuovono la drammaturgia italiana contemporanea, vive due momenti cruciali tra loro correlati. Il primo è la scelta di un testo tra tutti quelli pervenuti. A seguire, la scelta di una compagnia tra tutte quelle che presentano una loro idea di regia sul testo vincitore del bando. L’idea registica più apprezzata è stata quella di Filippo Paolasini degli Asini Bardasci che ha così potuto firmare questa messinscena.

«Ho amato da subito – dice l’attore-regista – il testo di Fabio Marson vincitore della prima parte del bando. Ho sentito che la superficie su cui si svela la drammaturgia aveva radici ben più profonde. Sono partito dalla costruzione archetipa dei personaggi: Giuseppe Musso ha i tratti riconducibili a tutti i maniaci del successo con la sindrome del perdente addosso. Elena è debole ma è un tratto che con il passare del tempo perde a favore di una consapevolezza che la porta ad avere molto più potere».

Le luci dello spettacolo sono di Max Mugnai, la scenografia di Marco Scarpa, i costumi di Lapi Lou e le musiche di Andrea “Jimmy” Catagnoli.

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Gli altri spettacoli in programma

Gli altri spettacoli ed eventi in programma sono “Pietre nere” di  Babilonia Teatri il 12 ottobre, “Me time – Una stanza tutta per sé” (dieci rappresentazioni tra ottobre e novembre) di e con Camilla Monga e l’incontro “Tears from the Void” (6 ottobre), dialogo a tre su quest’evento andato in scena al festival PerAspera di Bologna.

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