“CleanDestroy”, un reportage dal parco dell’Adige

Il videomaker Michele Cannas racconta ai nostri microfoni la sua visione del mondo e dell’ambiente che lo circonda, impressa nel suo cortometraggio vincitore del concorso ArpaVideo.

Michele Cannas
Michele Cannas

Il videomaker Michele Cannas racconta ai nostri microfoni la sua visione del mondo e dell’ambiente che lo circonda, impressa nel suo cortometraggio vincitore del concorso ArpaVideo.

Tu hai vinto il concorso ArpaVideo 2022 con un cortometraggio-reportage dal titolo CleanDestroy, ambientato al Parco dell’Adige Sud. Come sei arrivato al concorso?

ArpaVideo 2022 è un concorso indetto da Arpav, e consiste nel realizzare un video che mostri una problematica o un modo per affrontare l’emergenza climatica e aiutare l’ambiente. Ho trovato il bando su internet e nelle ultime due settimane sono stato premiato.

Da dove è arrivata l’ispirazione?

Il soggetto del mio reportage è la storia dei ragazzi di Ecospiracy, un gruppo indipendente che ripulisce i posti un po’ più dimenticati dalla città. Conoscevo già questo collettivo, e insieme a loro ho partecipato a una di queste pulizie nel parco dell’Adige Sud, dove si trovava la casa di Franco, un signore che ha deciso di vivere lì con i suoi gatti. La casa ora è stata rasa al suolo e si è creata una situazione molto spiacevole e degradante.

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Quando ci hai impiegato a elaborare e poi girare il documentario?

Partendo dall’idea, almeno due mesi di preparazione. Quindi dalla scrittura della storia all’idea di alcune inquadrature fino al prodotto finito. Tramite Irene, una delle menti di Ecospiracy, abbiamo stabilito dove girare il reportage e in una giornata abbiamo ripreso tutto. Poi il lavoro di montaggio ha richiesto altre due settimane buone.

Com’è stato partecipare a questa giornata di pulizia?

È stata una bellissima esperienza, i quattro minuti di video sono solo una parte di giornata. Abbiamo avuto il tempo di conoscerci, parlare e affrontare tanti discorsi. Si può fare tanto ma si fa poco, è quello che è emerso.

Il tema dell’ambiente è attualissimo, e che coinvolge molto le generazioni più giovani.

Io faccio parte proprio di quella generazione che vivrà in prima persona il cambiamento climatico. Sicuramente è un tema vivissimo, partito dal lavoro di Greta Thunberg e che ora è totalmente pubblico e sta venendo affrontato anche dalle grandi aziende. C’è tanto da fare, ma credo che il fatto che tanti giovani si stiano adoperando per aggiustare i danni ambientali è una cosa fondamentale e positiva.

Come vedi il tuo futuro?

Rendere il videomaking la mia professione sarebbe il mio sogno, non lo nego. Il lavoro del videomaker è enorme, complicato e richiede tanta fatica per un prodotto magari di quattro minuti. La passione però che ho nel raccontare le storie e nel concretizzare le mie idee è fortissima. Mi piace anche l’idea di lasciare qualcosa ai posteri, il video resta una testimonianza indissolubile.

Guarda il cortometraggio CleanDestroy:

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