Claudia Berton, la passione per la storia e l’Asia

La scrittrice ed ex insegnante Claudia Berton si racconta ai nostri microfoni, dalla passione per la storia e i viaggi alla sua prolifica bibliografia.

Claudia Berton
Claudia Berton

La scrittrice ed ex insegnante Claudia Berton si racconta ai nostri microfoni, dalla passione per la storia e i viaggi alla sua prolifica bibliografia.

Lei è una scrittrice molto prolifica, ha scritto tanti libri. La cosa che più mi ha incuriosita è che lei sta attualmente vivendo una sorta di “seconda vita”, basata sulle sue passioni. Ce ne vuole parlare?

Io insegnavo inglese e letteratura inglese al liceo scientifico. Ero innamorata dell’impero britannico e degli esploratori del periodo vittoriano, nonché di Byron e dei poeti romantici. Da lì, cercando i dettagli e le storie più particolari, ho scoperto una viaggiatrice della fine del ‘700, Lady Esther Stanhope, che ha lasciato l’Inghilterra per approdare nel Libano, dove si è stabilita in un monastero diroccato che ha trasformato in un giardino, dove accoglieva i profughi del Medioriente. Questa vicenda mi ha portato a scrivere il mio primo libro, di settecento pagine. Trovare l’editore poi è stato molto difficile, il libro era illeggibile quasi, era un manuale su come si viaggiava nel XVIII secolo; non adatto al mercato librario, insomma. Ho eliminato circa quattrocento pagine, scritte a mano tra l’altro, ed è stato pubblicato da Baraghini, che all’epoca pubblicava la collana dei Millelire. È stata una bella avventura, insomma. Da lì è nato il secondo libro, Frontiere di sabbia e via dicendo.

Il 15 ottobre 2021 è uscito il suo ultimo lavoro, Il confine inventato. Viaggio tra India e Pakistan da Akhbar a Narendra Modi e Imran Khan. Di cosa si tratta?

Io sono un po’ la difensora di questi popoli, costretti a migrare forzatamente. Avevo scritto un libro sulla Turchia e la Grecia, un altro tema che mi sta a cuore. È molto rischioso, però, viaggiare in questi luoghi dove le persone non hanno alcuna liberta di espressione.

La sua passione per la storia e il Medioriente l’ha portata a cimentarsi anche con lingue forse lontane da noi…

Ho studiato l’arabo, il turco e l’hindi. È stata una grande soddisfazione, all’inizio pensavo sarebbe stato difficilissimo, ma con la disciplina, l’amore e la dedizione ho iniziato a scrivere e leggere queste lingue e a comprendere le parole che trovavo nei libri o nelle facciate delle moschee.

A settembre di quest’anno uscirà invece un nuovo libro. Che cosa leggeremo?

Questo libro è intitolato Crimea, la penisola contesa. Un po’ mi vergogno, perché ho sempre criticato quelle persone che pubblicano libri su un “tema caldo”, non mi piace e non mi appartiene. Avevo però questa serie di racconti di viaggio, e un editore ha deciso di pubblicare. Nel libro non parlo della guerra e dell’attualità, se non nella Prefazione. Il libro racconta invece la storia, molto variegata, di questa penisola. Ho fatto questo viaggio nel 2013, e volevo seguire le tracce di questa storia e soprattutto della guerra di due secoli fa. Ho cercato le tracce dei Tatari di Crimea e l’etnia dei Caraiti, una setta ebraica. Qui ho trovato anche una comunità di italiani emigrati nell’800 prevalentemente dalla Puglia.

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