Cento di queste notti: Verona, l’Arena, l’Opera, l’Aida. LE FOTO
di Redazione
Di Rosa di Cagno
Si è aperto il sipario sul 100° Arena di Verona Opera Festival, la cui serata inaugurale era dedicata all’Aida di Giuseppe Verdi, in una nuova produzione che guarda al futuro ma dialoga con il passato.
La regia della “Prima” del capolavoro verdiano è stata affidata a un artista poliedrico come Stefano Poda, al debutto in Arena. Descrivendo il suo spettacolo, di cui cura regia, scene, costumi, luci e coreografia, Poda aveva spiegato che «Il pubblico si troverà davanti a una grande installazione: il moderno non è una rincorsa all’attualità, bensì un salto al futuro. Il patrimonio dell’antico Egitto diventa quello del genio di Verdi, che si trasforma in un tesoro tutto italiano rappresentato in una cattedrale laica, un luogo sacro e millenario pronto a raccogliere tutte le migliori energie dell’Italia».
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Non poteva che essere l’opera più rappresentata e amata dal pubblico, che arriva a Verona da tutto il mondo, ad aprire l’edizione numero 100. La visione poetica di Poda restituisce un’Aida fortemente innovativa rispetto alle tradizionali messinscene nell’anfiteatro veronese.
«Il palcoscenico sarà un piccolo universo carico di mille esperienze – commentava ancora il regista – sarà tecnologico, dinamico, cangiante, sorprendente… ma allo stesso tempo l’ambizione è quella di sviluppare un viaggio riconoscibile, familiare, a misura d’uomo: un viaggio dantesco, da un mondo in conflitto a una storia intimista. Conciliare questi due lati, grandiosità e intimità, è la sfida nell’affrontare un titolo come Aida».
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«Si tratta del coronamento di un lungo lavoro – ha detto Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico di Fondazione Arena – dopo gli sforzi del risanamento e il biennio pandemico. Un successo possibile grazie a tutti i lavoratori della Fondazione, al Consiglio d’Indirizzo, alle Istituzioni e alle forze congiunte dei mecenati delle 67 Colonne per l’Arena di Verona, progetto giunto alla terza edizione, di partner e sponsor. A loro va tutta la nostra gratitudine. Siamo inoltre felici di condividere questa inaugurazione con tutti i Veronesi, la cui vita è intrecciata da sempre a quella del proprio Anfiteatro-simbolo, luogo dove l’Opera è arte e spettacolo più inclusivo che mai».


«Sarà l’Aida che non ti aspetti all’Arena di Verona – ha spiegato Stefano Trespidi, Vice Direttore Artistico – Uno spettacolo che porta in scena un intreccio di arti e stili mai visti in Anfiteatro, luogo dove si possono, anzi, si devono sperimentare soluzioni nuove e diverse. Ma queste soluzioni nascono nel rispetto dell’anfiteatro, del testo e della musica: Stefano Poda racconta una vicenda umana che attraversa, come da libretto, i conflitti della guerra, del potere, della gelosia, e approda alla pace impiegando tutte le suggestioni della sua arte e tutte le forze della Fondazione, che hanno fermamente creduto in questo progetto».
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