Cantine de l’Arena, i live di metà febbraio
Settimana densa di appuntamenti musicali a Le Cantine de l’Arena: si comincia martedì 11 febbraio, ore 21.30, con Ojos the Rojos – The Music of Cedar Walton, lo storico grande jazz statunitense nella musica di Cedar Walton, interpretata dal quartetto formato dal sax tenore Piero Odorici, dall’anima jazz di Matteo Alfonso, la grande esperienza, solidità e finezza del contrabbasso di Paolo Benedettini e il grande swing del batterista Alfred Kramer.
Pietro Odorici è sassofonista di prim’ordine della scena jazz nazionale e ha collaborato e suonato personalmete con Cedar Walton, a New York, per l’etichetta Savant, con l’album “Cedar Walton presents: Piero Odorici With the Cedar Walton Trio” del 2011.
Cedar Walton è noto per aver registrato assieme a tanti jazzisti, come leader e come sideman, coniugando le sue origini blues e bop con innovative ispirazioni che ne hanno modernizzato le radici.
Grande interprete di standards di prim’ordine, Walton ha anche scritto numerosi ed eccellenti pezzi musicali, come “Mosaic”, “Ugetsu” e “Bolivi”, ben considerati nel repertorio di Art Blakey durante la sua collaborazione nei Jazz Messengers, nei primi anni ‘60.
Mercoledì, giovedì e sabato, dalle ore 20.30, si riconferma la rassegna “Dinner & Live Music”: serata con sottofondo musicale “jazz-lounge”, creato da un trio in acustico.

Venerdì 14 febbraio, a San Valentino, per la Rassegna “World Music”, alle ore 22, il power trio The Matt Project, formato dai polistrumentisti bresciani Jury Magliolo e Carlo Poddighe e dal batterista veronese Matteo Breoni, si presenta per la prima volta insieme alla eclettica cantante e bassista Marina Santelli, per una serata a suon di Soul, Funk, Blues, Reggae e R&B. Il repertorio è composto da cover riarrangiate e brani originali, alcuni contenuti nel nuovo disco di prossima uscita.
Ultimo appuntamento domenica 16 febbraio, alle ore 19, con il ciclo “Blue note Sunday” e con Out of the night Quartet, ovvero Lorenzo De Luca al sax tenore, Federico Pierantoni al trombone, Giulio Campagnolo all’organo Hammond e Enrico Smiderle alla batteria.

Un forte omaggio alla Blue Note Records, l’etichetta jazz più iconica che sia mai esistita non solo per il sound riconoscibile (grazie allo straordinario lavoro dell’ingegnere del suono Rudy VanGelder), ma anche per il concept grafico e fotografico che contraddistingue tutte le copertine dell’immenso catalogo che dal 1939 ad oggi ha prodotto.
A Le Cantine de l’Arena, tutte le serate sono ad ingresso libero e, cenando nel locale, è possibile mantenere il tavolo per assistere allo spettacolo.
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