Bridge Film Festival, vince “Cent’anni di vita” di Bassotto

Il vincitore del Bridge Film Festival , giunto ormai alla sua nona edizione, è il documentario "Cent'anni di vita" di Lorenzo Bassotto, ispirato al progetto fotografico del padre e dello zio del regista.

Alla nona edizione del Bridge Film Festival è stato pluripremiato “Cent’anni di vita” di Lorenzo Bassotto. Presentato in anteprima nazionale, il documentario riprende un progetto omonimo dei fotografi Enzo e Raffaello Bassotto, cioè il padre e lo zio del regista, nonché due dei più importanti fotografi veronesi, che negli anni ‘80 avevano immortalato e intervistato, registratore alla mano, gli anziani ospiti della casa di cura “Casa Serena” a Verona.

Quarant’anni dopo, Lorenzo Bassotto è tornato ad ascoltare i nuovi ospiti e a scoprire quali fili si tirano e quali s’interrompono tra la vecchiaia di ieri e quella di oggi. «Vincere questo premio al Bridge Film Festival per me ha un doppio valore – commenta il regista -. Innanzitutto perché questo è il mio primo documentario e vincere subito un premio non è assolutamente scontato, in secondo luogo questo riconoscimento ha per me un valore affettivo, perché è un film legato al lavoro di mio padre e di mio zio, quindi alla mia famiglia, e anche alle persone che hanno dato la loro voce e le loro immagini, cioè gli ospiti di Casa Serena, che sono diventati dei nonni adottivi per me. C’è, infine, – conclude Bassotto – un legame anche con il Bridge Film Festival, a cui mi sento molto vicino e che ringrazio per aver preso e proiettato il mio documentario».

Con le illustrazioni di Joanna Concejo, le musiche di Olmo Chittò, la collaborazione di Ezme Film, il lavoro è un’opera d’arte equilibrata e sincera. Oltre alla menzione d’onore del pubblico, “Cent’anni di vita” si è aggiudicato il premio come miglior lungometraggio da una giuria di giovani professionisti costituita da Chiara Campara, regista e produttrice originaria di Verona ma milanese di adozione, Roland Seer, esperto di cinema d’animazione arrivato dall’Estonia, Michele Aiello, documentarista attivo nel cinema partecipativo per la casa di produzione ZaLab di Daniele Segre e Lisangela Perigozzo, curatrice di mostre fotografiche e presso il centro espositivo La Giarina.

«L’abbiamo scelto per la capacità di riportare gli anziani a giocare coi ricordi, con le persone e la vita – commenta la giuria -. In un mondo in cui la morte e il fine vita sono tabù che limitano profondamente la nostra consapevolezza, “Cent’anni di vita” riapre una finestra di umanità. Il progetto fotografico di quarant’anni fa non è solo il pretesto per dare inizio alla ricerca, ma diventa materia pulsante nel montaggio del film, mettendo in luce transizioni intime e della collettività».

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Ha ricevuto una menzione d’onore anche “Il passo dell’acqua” di Antonio Di Biase, per la delicatezza nel dipingere i protagonisti attraverso l’uso della pellicola. Per la sezione cortometraggi, la giuria ha conferito la sua menzione d’onore a “Sierra” di Sander Joon, un corto di animazione dove la surrealtà si mescola all’inventiva e a un’illustrazione basica ma ricca di stile. Il pubblico, invece, si è espresso a favore di “Little Berlin” di Kate Kate McMullen, dove la voce over di Christoph Waltz racconta la storia vera, in parte romanzata in parte supportata da immagini d’archivio, di un toro e delle sue mucche, separati dal muro dopo la Seconda Guerra Mondiale nel piccolo paesino di Mödlareuth, in Germania.

Un’altra menzione speciale da parte del pubblico è per “Pizza!” di Filippo Tommasoli e Tommaso Giacomini. Con prime nazionali, corti sperimentali, film di registi veronesi e internazionali, retrospettive di qualità il Bridge Film Festival si conferma, dunque, un appuntamento di successo, imperdibile per gli appassionati della città e non.

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