“Antigone” venerdì in scena al Teatro Laboratorio di Verona
Redazione
Venerdì 7 febbraio ore 21 al Teatro Laboratorio di Verona (Lungadige Galtarossa 22/a) è di scena “Antigone” da uno studio su Eschilo, Sofocle ed Euripide.
La storia
L’opera narra la vicenda di Antigone, che decide di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice, pur contro la volontà del nuovo re di Tebe, Creonte, che l’ha vietata con un decreto. Polinice, infatti, è morto assediando la città di Tebe, comportandosi come un nemico: non gli devono quindi essere resi gli onori funebri. Scoperta, Antigone viene condannata dal re a vivere il resto dei suoi giorni imprigionata in una grotta. In seguito alle profezie dell’indovino Tiresia e alle suppliche del coro, Creonte decide infine di liberarla, ma è troppo tardi perché Antigone nel frattempo si è impiccata. Questo porta prima al suicidio del figlio di Creonte, Emone, promesso sposo di Antigone, e poi della moglie Euridice lasciando Creonte solo a maledirsi per la propria intransigenza.
In una società come quella dell’antica Grecia dove la politica è esclusiva degli uomini, il ruolo di dissidente della giovane donna Antigone si carica di molteplici significati, ed è rimasto, anche dopo millenni, un esempio sorprendente di complessità e ricchezza drammaturgica. La ribellione di Antigone non riguarda soltanto la sottomissione al re, ma anche il rispetto delle convenzioni sociali che vedevano la donna come sempre sottomessa e rispettosa della volontà dell’uomo.
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Creonte trova intollerabile l’opposizione di Antigone non solo perché si contravviene a un suo ordine, ma anche perché a farlo è una donna. In questo senso, le azioni di Antigone potrebbero anche essere considerate un atto di tracotanza. Nel suo ribellarsi però la donna risulta essere una figura meno dirompente di altre eroine, poiché la sua azione non è rivolta a scardinare le leggi su cui si fonda la polis, ma solo a tutelare i suoi affetti familiari.
Presentando lo scontro tra privato cittadino e Stato dispotico, l’Antigone è stata spesso vista, in tempi moderni, come una metafora dei diritti del singolo contro gli Stati totalitari. Già in passato il dramma di Sofocle aveva ispirato analoghe tragedie, in cui l’argomento politico è messo in evidenza. Una rilettura contro tutti i regimi oppressivi caratterizzati dal totalitarismo, contro i soprusi di un’autorità ingiusta.
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Informazioni
Da uno studio su Eschilo, Sofocle, Euripide. Con Silvia Priori. Performer Arianna Rolandi. Testo Mario Bianchi. Produzione Teatro Blu Centro di ricerca teatrale. Musiche e testo canzoni Marcello Franzoso. Scene Luigi Bello. Costumi Imperial Center Amman / Giordania. Lighting Design Lorenz Ronchi. Regia Silvia Priori. I biglietti si acquistano direttamente al botteghino del Teatro Laboratorio a partire dalle ore 20.00. Si consiglia la prenotazione a biglietteria@teatroscientifico.com – www.teatroscientifico.com.
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