All’Arena di Verona quattro serate di grandi emozioni con Verdi, Bizet e Zeffirelli
Redazione
Nabucco
Giovedì 10 luglio, alle 21.15, torna in scena Nabucco, l’avvincente dramma corale di Verdi, nel nuovo allestimento che ha inaugurato il Festival.
Il cast
Accanto ai protagonisti della prima, come il baritono titolare Amartuvshin Enkhbat e il soprano Maria José Siri nell’impegnativa parte di Abigaille, debutta il basso statunitense Christian Van Horn quale Zaccaria, e Anna Werle, per la prima volta in Arena come Fenena. In scena anche Galeano Salas (Ismaele, uomo conteso tra le figlie di Nabucco), Gabriele Sagona (gran sacerdote di Belo), Carlo Bosi (Abdallo) e Daniela Cappiello (Anna).
Altro protagonista dell’opera è proprio il Coro, preparato da Roberto Gabbiani, mentre la direzione musicale è affidata a Pinchas Steinberg, alla guida dell’Orchestra areniana. Grande impegno anche per il Ballo, i figuranti e i tecnici nella realizzazione dello spettacolo di Stefano Poda, che mostra lo scontro fra i popoli del libretto e la separazione della materia in un dualismo di colori e masse in perenne conflitto, in attesa di una riconciliazione finale, ideale ricongiungimento in una sola umanità. In scena più di tremila costumi con tessuti innovativi, duelli di scherma, effetti speciali di luce e una simbolica esplosione che cambierà la storia di Nabucco e dei popoli coinvolti. Nuovi cast dal 17 luglio.
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La Traviata
Venerdì 11 luglio alle 21.15 sarà l’ultima occasione per vedere e ascoltare in Arena il soprano americano Angel Blue quale protagonista de La Traviata di Verdi. Accanto a lei torna come amato Alfredo il tenore Enea Scala, mentre fa il suo esordio stagionale il baritono Luca Salsi come Germont, padre di Alfredo.
Si confermano in scena apprezzati artisti e giovani affermati nelle parti di fianco:
- Sofia Koberidze,
- Carlo Bosi,
- Francesca Maionchi,
- Jan Antem,
- Nicolò Ceriani,
- Gabriele Sagona,
- Hidenori Inoue,
- Alessandro Caro.
Le feste di Violetta e Flora sono animate dal Ballo coordinato da Gaetano Bouy Petrosino nelle le coreografie di Leda Lojodice, mentre Orchestra e Coro di Fondazione Arena sono diretti da Speranza Scappucci. Lo spettacolo è l’elegante produzione di Hugo De Ana per il Festival 2011, centocinquantenario dell’Unità d’Italia, e che torna in Arena a nove anni di distanza dall’ultima ripresa, tra abiti belle époque, specchi, arazzi e sontuose cornici.

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Carmen
Cast tutto nuovo per la seconda Carmen, in scena sabato 12 luglio alle 21:15, a 150 anni dalla prima assoluta dell’opera di Bizet. Protagonista Alisa Kolosova, applaudito mezzosoprano che in questo ruolo ha fatto il suo esordio areniano lo scorso Festival. Accanto a lei alcuni apprezzati interpreti vestono per la prima volta in stagione i panni dei rispettivi personaggi: il tenore Francesco Meli quelli dell’appassionato e folle José, Mariangela Sicilia sarà la dolce e coraggiosa Micaela, Luca Micheletti l’affascinante toreador Escamillo.
Completano il cast Sofia Koberidze, Daniela Cappiello, Jan Antem, Carlo Bosi, Gabriele Sagona, Giulio Mastrototaro. Sul podio dell’Orchestra areniana il maestro Francesco Ivan Ciampa, in scena il Coro preparato da Roberto Gabbiani, le voci bianche del Coro A.Li.Ve., il Ballo coordinato da Gaetano Bouy Petrosino, oltre duecento tra mimi, figuranti e danzatori spagnoli della Compañia Antonio Gades diretta da Stella Arauzo, qui impegnata nelle originali coreografie di El Camborio. Lo spettacolo è la produzione “colossal” di Franco Zeffirelli, la sua prima in Arena, con i costumi di Anna Anni, le luci di Paolo Mazzon e in scena una Siviglia più vera del vero, tra piazze, taverne e alture, briganti, mercanti e toreri, curata nel minimo dettaglio.

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Aida
Domenica 13 luglio torna in scena alle 21:15 Aida, capolavoro verdiano diventato simbolo dell’Anfiteatro dalla prima serie di recite nel 1913. Applaudita rivelazione come Turandot nel 2024, il soprano Olga Maslova vestirà i panni di Aida in Arena per la prima volta, accanto al Radames di Yusif Eyvazov (debutto stagionale per il tenore, ormai beniamino areniano) e alla principessa Amneris di Agnieszka Rehlis.
Si confermano i bassi Alexander Vinogradov e Ramaz Chikviladze rispettivamente nelle parti del gran sacerdote egizio Ramfis e del faraone, così come il baritono Amartuvshin Enkhbat come Amonasro, re etiope e padre di Aida. Completano il cast Carlo Bosi e Francesca Maionchi, messaggero e sacerdotessa. Daniel Oren dirige Orchestra e Coro di Fondazione Arena nella produzione firmata in ogni aspetto da Stefano Poda e definita ‘di cristallo’ per le superfici trasparenti e gli inediti giochi di luce che risaltano le linee dell’antico Anfiteatro romano, tra simbologia egizia, alta moda e arte contemporanea.

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