Al Teatro Orlandi Anderloni e De Marzi cantano la Lessinia

Sabato 12 dicembre i maestri Bepi De Marzi e Alessandro Anderloni hanno realizzato un evento al Teatro Orlandi di Velo Veronese per un evento-omaggio alla musica d’ispirazione popolare.

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Prende il nome da un canto di Bepi De Marzi (Cantare) il titolo dell’incontro “So dove nasce la voglia di cantare” che sabato ha avuto come protagonista il maestro di Arzignano e Alessandro Anderloni. L’evento, trasmesso in diretta streaming dal Teatro Orlandi di Velo Veronese, e che rientra nel progetto “Fuori dal Coro” con la partecipazione delle corali Brunella Maggiori di Jesi e Le Falìe. Cori che, dalla fondazione, intonano i canti di De Marzi a cui li lega un percorso di ricerca e divulgazione della musica d’ispirazione popolare, l’uno nella valle marchigiana dell’Esino, l’altro sull’altopiano della Lessinia.

Si sa che De Marzi non ama il cluster e nemmeno l’effettistica delle dissonanze seminate a caso. Si sa che Anderloni intona il suo cielo pieno di fiabe e… falìe, i fiocchi di neve che sono il nome del suo coro e della sua compagnia teatrale. Ma si può inventare un canto coi nomi delle contrade? E quanti nomi? E si può cantare la Lessinia e l’immenso amore per i montanari? De Marzi non ha mai chiamato i suoi “canti della montagna” ma “canti per la montagna”. E, in questo tempo di sperimentazioni, definisce il suo cantare e quello dei cori di Velo e di Jesi un ritorno… al futuro.

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Dal Teatro Orlandi, chiuso da dieci mesi al pubblico, De Marzi ha raccontato i suoi canti. Con lui Anderloni che su quel palcoscenico ha iniziato nel 1990 l’esperienza che ha fatto parlare di Velo come “il paese in scena”. Insieme hanno percorso quasi vent’anni di canzoni e narrazioni teatrali. Il maestro di Arzignano ha accompagnato Anderloni e il suo coro dai primi concerti dell’Epifania nella chiesa parrocchiale di Velo ai concerti al Teatro Dal Verme di Milano in ricordo della Ritirata di Russia o alla Sala dei Giganti del Liviano di Padova con il violinista Giovanni Angeleri. Dall’altra parte, Anderloni ha raccolto per molti anni l’invito di De Marzi di divulgare e inserire nella liturgia i Salmi nella versione poetico-strofica di David Maria Turoldo che hanno proposto in forma di meditazione in molte parti d’Italia. A Verona si ricordano i concerti nella chiesa del convento dei Frati Minori di San Bernardino; l’ultimo, del 4 febbraio 2019, era intitolato Con frate Francesco in armoniosa povertà.

Da Velo i due maestri hanno fatto ascoltare e suonato soprattutto la Lessinia e il canto L’è belo stasera che dice della neve nei giorni in cui finalmente è tornata a imbiancare le montagne veronesi. Ma De Marzi, fondatore del coro I Crodaioli, clavicembalista dei Solisti Veneti e autore di più di duecento canti tradotti in molte lingue del mondo, ha narrato anche quello che stanno vivendo i cori in questo tempo di silenzio forzato e come nascerà di nuovo la voglia di cantare.

Il progetto “Fuori dal Coro”, di cui fa parte l’incontro, è stato creato dalla corale Brunella Maggiori con lo scopo di portare rugiada ai cori “appassiti” dalla lunga chiusura. Nato durante il lockdown come momento per ritrovarsi tra coristi, si è trasformato oggi in un palcoscenico virtuale dove maestri e compositori sono stati chiamati a raccontare la loro musica. Sono già stati ospiti, tra gli altri, Francesca Fuga del coro Musicalia Fragmenta e Giancarlo Aquilanti direttore della Stanford Wind Symphony.