Al Teatro Camploy “Disprezzo della donna” con Frosini e Timpano
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Teatro Modus di piazza Orti di Spagna ospita al Teatro Camploy di Verona lunedì 25 novembre alle ore 21 lo spettacolo “Disprezzo della donna. Il futurismo della specie” con Elvira Frosini e Daniele Timpano.
Una cantata a due voci dedicata ai futuristi ed al disprezzo della donna: uno spettacolo contro la donna che ostacola la marcia dell’uomo, contro quei fantasmi romantici che si chiamano donna unica, amore eterno e fedeltà, contro il femminismo e contro la famiglia, contro la democrazia e contro il parlamentarismo. Uno spettacolo femminista, composto da materiali che non lo sono affatto.
L’immaginario sulla donna che emerge con violenza dallo spettacolo ci appare lontanissimo, eppure ancora riconoscibile e attuale, quasi sempre fastidioso e intollerabile, perché ci son cose che oggi – forse – non si possono più dire né pensare ma che ahimè ancora ci appartengono, e 100 anni dopo sono qui, tra noi, in noi. Attorno al tema della donna si addensano altri temi, altrettanto riconoscibili oggi: pacifismo, interventismo, la politica e la guerra, la marginalità dell’arte e degli artisti, i nazionalismi, il populismo, l’omofobia, l’industria del turismo, l’individualismo esasperato. Il movimento che voleva rompere tutti i ponti con il passato ed ha rivoluzionato tutti i codici artistici, rispetto alla donna è profondamente, anche se contraddittoriamente, tradizionale, costantemente in bilico tra il rifiuto degli schemi romantici e della tradizione ed il continuare ad inscriversi in una visione del mondo patriarcale e maschile.
«Era fondamentale evitare da subito di ergersi a giudici del futurismo – dichiara Daniele Timpano – meno che mai ad apologeti; bisognava anzi conquistare la distanza necessaria per accostarsi senza pregiudizi alle opere nella loro specifica materialità, caso per caso, in ciò che hanno di bello come di meno riuscito. In una scena scarna ed evocatrice, gli attori – corpi performativi – gorgheggiano e incarnano brandelli, lacerti, scarti letterari futuristi in vacanza dal regno dei morti, scelti, riscritti, combinati, amputati, fusi e confusi tra loro secondo criteri di contrasto o consonanza; una piccola resurrezione, un collage di allegra morte, rantolo scampato dalla tomba della Storia della Letteratura».
Liberamente tratto da diversi testi e manifesti di Filippo Tommaso Marinetti, Maria D’Arezzo, Enrica Piubellini, Volt, Depero, Emilio Settimelli, Giovanni Papini, Valentine De Saint-Point, Rosa Rosà, Adele Clelia Gloria, Irma Valeria, Libero Altomare, Benedetta Cappa Marinetti ed altri autori ed autrici del Futurismo italiano, Disprezzo della donna è una cantata dove non si canta perché non c’è più niente da cantare, tutt’al più si può stonare, nel tentativo di capire perché il Futurismo non aveva futuro.
L’evento è inserito nel programma della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne 2024, promossa dagli Assessorati Parità di Genere e Pari Opportunità del Comune di Verona. Prenotazione obbligatoria sul sito modusverona.it.
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