Al Nuovo va in scena “La Grande Magia” con Natalino Balasso

Sul palco Natalino Balasso e Michele Di Mauro nella celebre commedia di De Filippo.

Secondo spettacolo della rassegna il Grande Teatro organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona – Centro di Produzione Teatrale, giunta alla sua 38^ edizione. In scena, La Grande Magia di Eduardo De Filippo dal 19 al 24 novembre.

Uno dei punti di forza di questo allestimento è sicuramente il cast, capitanato da Natalino Balasso e Michele Di Mauro. Balasso, nel ruolo di Calogero Di Spelta, offre una performance intensa e sfaccettata. Il suo Calogero è un uomo tragicamente comico, incapace di accettare la realtà e intrappolato nelle sue stesse illusioni. Balasso riesce a rendere palpabile la disperazione di un personaggio che, pur di non affrontare la verità, si aggrappa con tutte le sue forze a un trucco da illusionista. La sua interpretazione è ricca di sfumature, oscillando tra ironia e tragedia.

La Grande Magia è il secondo spettacolo dell’edizione 2024/25 del Grande Teatro, la rassegna realizzata dal Comune di Verona in scena al Teatro Nuovo. Si tratta di un testo complesso, che ha l’ampiezza e lo sguardo del gran teatro ed allo stesso tempo offre sfumature nere della nostra umanità, tratti psicologici addirittura espansi nella nostra società contemporanea rispetto al 1948, anno in cui andò in scena per la prima volta suscitando reazioni controverse e per lo più negative, poiché il testo non fu capito ed apprezzato. Ciò che rende questa commedia ancor più vicina al nostro tempo è il sentimento ossessivo di Calogero Di Spelta, un uomo smarrito in un mondo che sembra altrettanto confuso. Un uomo che ha bisogno di aggrapparsi a certezze granitiche a costo di rinchiuderle simbolicamente in una scatola. E nella scatola è disposto a credere ci sia sua moglie pur di non dubitare, pur di non vedere, pur di averla sotto controllo. Il ritratto di un marito tradito che, con la sua mania per il controllo e la sua incapacità di amare e fidarsi, diventa uno specchio delle sfide e delle difficoltà dell’uomo contemporaneo nell’ambito delle relazioni.

Un uomo mosso da un sentimento ossessivo, smarrito in un mondo che sembra altrettanto confuso, con la costante esigenza di aggrapparsi a certezze granitiche, a costo di rinchiuderle simbolicamente in una scatola. Un luogo chiuso interpretato da Di Spelta come luogo sicuro, una seconda prigione come soluzione per la sua relazione, per sconfiggere le proprie paure, le proprie incertezze e le ossessioni che permeano la nostra società moderna.

Dall’altro lato, Otto Marvuglia, mago e manipolatore, personaggio meno “dolce” in scrittura di quanto non lo sia in scena quando ammorbidito dall’interpretazione dallo stesso Eduardo. Il Marvuglia/illusione, il Marvuglia/realtà, il Marvuglia/impostore sono le facce sempre diverse ed interscambiabili che modificano il contesto e la percezione della realtà di Girolamo Di Spelta, ne consegue un continuo cortocircuito che confonde il piano dell’illusione con quello della realtà, destabilizzando i personaggi stessi e gli spettatori. Smarriti i personaggi, smarriti gli spettatori, smarriti gli uomini e le donne di oggi, smarriti nelle relazioni, smarriti nel continuo fondersi del vero e del falso. Cosa è vero? Cosa è falso?

Il prossimo appuntamento della rassegna teatrale organizzata dal Comune di Verona sarà con La Locandiera di Carlo Goldoni, che vedrà in scena Sonia Bergamasco nella regia di Antonio Latella, dal 17 al 22 dicembre. Si ricorda infine l’incontro aperto al pubblico con il cast de La Grande Magia in programma giovedì 20 novembre, alle ore 18.00 al Teatro Nuovo.

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