'AL DISERTORE': IL NUOVO DRAMMA TEATRALE TARGATO ANDERLONI

Debutta martedì 7 luglio 2009, alle ore 21.00, nel Teatro di Velo Veronese, <italic>Al disertore</italic>, un nuovo dramma teatrale scritto e diretto da Alessandro Anderloni.

Le Falìe tornano in scena con l’ottavo racconto teatrale ispirato alla storia del loro paese, Velo Veronese: sono 28 le persone in scena e almeno altre 50 di Velo che hanno lavorato come tecnici, scenografi, sarte, fabbri, falegnami, scultori, trovarobe.

Dal 1993, con <italic>La Madona l’à portà la luce</italic>, che raccontava gli anni Cinquanta e la rinascita dopo la Seconda Guerra Mondiale, Le Falìe hanno affrontato poi il Ventennio fascista (<italic>La Cattolica e l’ardito</italic>), l’epoca controversa della Resistenza (<italic>Gli esulanti dell’8 settembre</italic>), il dramma dell’emigrazione (<italic>Diodato</italic>), le contese politiche democristiane degli anni Settanta (<italic>Scudocrociati</italic>).

La Prima Guerra Mondiale si era quindi un capitolo obbligato di questa esperienza di un paese che recupera e riscopre, grazie al teatro, la propria storia. Il periodo forse più difficile da narrare, non essendo in vita nessun testimone diretto di quegli anni.

Sono infatti le testimonianze orali, raccolte in centinaia di interviste da 15 anni a questa parte, la base degli spettacoli scritti da Alessandro Anderloni per il gruppo di Velo Veronese.

Anderloni: «Sapevo che, prima o poi, avremmo affrontato il periodo della Grande Guerra.
Aspettavo una chiave di lettura che mi convincesse. È arrivata quando trovai un ingiallito ricordo funebre di un mio omonimo, Alessandro Anderloni, fucilato dai carabinieri in contrada Negri di San Rocco di Piegara nel 1917 dopo essere fuggito disertore dell’altopiano di Asiago. Ho capito allora che intorno alla storia di questo disgraziato si potevano intrecciare, coralmente, com’è nostra consuetudine, altre storie di quell’epoca triste, misconosciuta e dimenticata».

La vicenda de Al disertore si dipana intorno alla figura di Alessandro Anderloni, nato nel 1881, fuggito dalla prima linea e fucilato prima di essere riuscito a raggiungere la casa e la piccola figlia Norma rimasta orfana anche della madre. Il paese e la trincea sono i luoghi dove si intrecciano i ricordi, le apprensioni e le speranze del protagonisti. Ma, accanto a questo mondo di poveri diavoli, che subirono una guerra che non avevano voluto, per ideali in cui non credevano, contro nemici che non odiavano, irrompe nello spettacolo un mondo “altro” popolato da potenti, approfittatori, opportunisti, ipocriti. Così, vicino ai Sandro, Norma, Menico, Bertoldo, Algisa, Gelsa, Gioachin, si alternano sulla scena il General Gioacchin Alibrandi, l’Onorevole Leandro Recanati, il Monsignor Letizio Meceneri, la duchessa Lotaria d’Alessandria.

Anderloni: «Tutti nomi della mia fantasia. I personaggi dello spettacolo sono inventati, tranne il protagonista, Alessandro Anderloni, sua figlia Norma e la moglie Maria. Ma se gli abitanti di Velo, siano essi i soldati che partirono o le donne che restarno a casa, potrebbero essere persone vere, i potenti diventano una grottesca e spietata caricatura».
All’ingresso del Teatro di Velo Veronese, dove andrà in scena lo spettacolo lungo l’estate, per poi iniziare dall’autunno le repliche nelle province del Veneto, si trova un monumento che ricorda i caduti delle due guerre mondiale a cui è dedicato l’edificio. Tra i 25 morti provocati dalla Prima Guerra Mondiale il nome di Alessandro Anderloni non c’è, perché disertore.

Il testo e la regia dello spettacolo sono di Alessandro Anderloni che è autore anche dei canti eseguiti dal vivo. Sono melodie ispirate ai motivi cantati dai soldati nelle trincee, con arrangiamenti originali e accompagnamento del fisarmonicista Thomas Sinigaglia. I costumi sono di Chiara De Fant. Le scenografie nascono da un lavoro corale della gente di Velo Veronese.

Repliche a Velo Veronese, sui Monti Lessini in Provincia di Verona, il 21, 22, 28 e 29 luglio, l’ 11, 12, 18 e 19 agosto e l’1 e il 2 settembre 2009. Prevendite sul circuito <link=’http://www.greenticket.it’ class=’_blank’>www.greenticket.it</link>.

Informazioni <link=’http://www.lefalie.it’ class=’_blank’>www.lefalie.it</link>, tel. 045 4851688.

Foto di Paolo Bonomi

La Redazione