Al Camploy Shakespeare è sardo con Macbettu

Ricomincia la rassegna di L'Altro Teatro al Teatro Camploy, dedicata alla prosa sperimentale d’innovazione e alla danza contemporanea. Ad aprire il sipario è Macbettu, di Alessandro Serra, in scena questo mercoledì, dove il protagonista shakespeariano Macbeth si esprime in sardo.

Al Camploy riparte L’Altro Teatro, rassegna del Comune di Verona dedicata alla prosa sperimentale d’innovazione e alla danza contemporanea. Ad aprire il cartellone della sedicesima edizione, mercoledì 21 ottobre alle 20.45, sarà Macbettu di Alessandro Serra. Uno spettacolo che ha vinto i più prestigiosi premi italiani e ha già collezionato duecento repliche in tutto il mondo.

Il dramma shakespeariano è trasportato dal regista in un luogo arcaico e senza tempo. Il protagonista Macbeth si esprime in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, è interpretato da soli uomini. La riscrittura del testo operata dal regista, tradotta e adattata dall’inglese al sardo logudorese da Giovanni Carroni, si traduce in un’interpretazione sonora e sposta la cruenta tragedia dalla Scozia in Barbagia. Terra evocata, mai nominata, quasi luogo metaforico di un passato ancestrale con i suoi segni e simboli e la potenza di un linguaggio dove la parola diventa canto, conquistando ed emozionando lo spettatore con tutta la sua forza espressiva.

Macbettu traduce, e volontariamente tradisce, il suo riferimento testuale; valica i confini della Scozia medievale per approdare in Sardegna, terreno di archetipi, orizzonte di pulsioni dionisiache. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia, tra i suoni cupi prodotti da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti. Le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall’uomo. Elementi che divengono suggestioni ed evocazioni che riportano indietro a un teatro arcaico, più antico di Shakespeare, in cui temi universali come brama di potere e violenza, solitudine e inganno, vendetta e superstizione ritrovano una valenza primordiale.