Ai Bastioni un’estate di cultura e intrattenimento

L’idea è quella di sfruttare gli ampi spazi verdi per organizzare iniziative culturali e di intrattenimento. Il progetto sarà presentato a breve al Demanio, proprietario del parco delle Mura.

L’estate dei veronesi ai Bastioni. Da Porta Nuova a San Zeno, il Parco delle Mura quest’anno potrebbe ospitare, durante la bella stagione, chioschi, giochi per bambini, attività culturali e di intrattenimento. Negli spazi dell’ex zoo, così come nelle grandi aree verdi, sarà infatti possibile organizzare iniziative all’aria aperta, garantendo il distanziamento sociale. Una proposta che, ieri mattina, l’amministrazione comunale ha sottoposto ai rappresentanti regionali del Demanio, ottenendo la disponibilità. Tutto il Parco delle Mura, infatti, appartiene allo Stato e viene dato in concessione al Comune affinchè lo mantenga pulito e fruibile. Ecco perché, per organizzare attività extra, è necessario il consenso dell’Agenzia statale oltre al parere della Soprintendenza. A breve verrà presentato un progetto dettagliato al Demanio.

«L’idea è quella di sfruttare gli ampi spazi verdi, oggi poco utilizzati perché la concessione che abbiamo non ci permette di svolgere particolari attività al loro interno, e di renderli vivibili e fruibili – ha detto il sindaco Federico Sboarina, in diretta streaming -. Il nostro obiettivo è di partire quest’estate e magari farlo anche nella prossima. Potrebbero trovare collocazione chioschi, attività che diventerebbero anche un presidio per la sicurezza di tutti, così come iniziative culturali e di intrattenimento. Servirà il via libera della Soprintendenza, ma vista l’eccezionalità del momento potremmo spostare numerose attività all’interno dei Bastioni e offrire così ai veronesi occasioni di tempo libero in città, all’aria aperta, in totale sicurezza. Dopo l’incontro proficuo di ieri mattina, cercheremo di velocizzare i tempi. Se ci viene dato l’ok, partiremo il prima possibile».

Autoscuole, congressi e intrattenimento

Dopo la protesta di ieri delle autoscuole contro le nuove linee guida del Governo, il sindaco ha incontrato ieri mattina i rappresentanti di Confarca, la confederazione italiana che riunisce i titolari di autoscuole e i consulenti automobilistici, per raccogliere le loro istanze. Erano presenti Filippi Christian, segretario nazionale Confarca, assieme al segretario provinciale Benedetto Martorana, e Nevio Pennella, vice presidente del consorzio Bus-Car che rappresenta le 70 autoscuole veronesi. Due le questioni centrali, la prima di rilievo nazionale, ossia la difficoltà di mettere in atto le linee guida del Ministero Infrastrutture e Trasporti per lo svolgimento degli esami di teoria e pratica. Secondo i nuovi protocolli, infatti, la sanificazione dei mezzi deve essere continua, le distanze tra studenti di almeno 3 metri quadri, riducendo quindi le presenze, costringendo ad aumentare i corsi e, di conseguenza, maggiori costi. Dall’altra una istanza locale, per ottimizzare il rapporto organizzativo tra autoscuole e motorizzazione. Richieste sulle quali ora verranno cercate soluzioni comuni che consentano la ripresa delle attività, senza troppi impedimenti, nel rispetto delle misure di sicurezza già adottate da tanti altri settori. Esattamente come dovrebbe essere per il turismo congressuale, per gli spettacoli e il mondo dell’intrattenimento. Comparti attorno ai quali ruotano migliaia di lavoratori, tra cui personale specializzato, tecnici, interpreti, maestranze, custodi, artisti, autisti, agenzie e manager, proprietari di location, costumisti, scenografi, dj, animatori, presentatori.

«Stiamo parlando di pilastri dell’economia locale, filiere che contano migliaia di lavoratori – ha spiegato Sboarina -. Nel momento in cui ci sono protocolli sanitari, norme per la sicurezza e misure per garantire il distanziamento sociale, tutte le attività in grado di adottarli dovrebbero poter riprendere. È incomprensibile come questo valga per alcuni e per altri invece no. C’è la reale necessità di tornare a ospitare i convegni, che fanno lavorare alberghi, bar, ristoranti e non solo, così come di riaprire locali, cinema, teatri e discoteche. Stiamo parlando di migliaia di persone che, nonostante la fase 2, non possono ancora lavorare o sono messe in seria difficoltà. Ecco perché ho raccolto le istanze delle autoscuole, che presenterò ai parlamentari veronesi e al ministro alle Infrastrutture De Micheli. Stiamo rasentando l’assurdo. È incomprensibile come ovunque si chieda di rispettare il metro di distanza, mentre nelle autoscuole gli studenti a lezione debbano essere uno ogni tre metri quadri. Servono regole chiare uguali per tutti e non provvedimenti che mettano in difficoltà le categorie. Ringrazio un’azienda di eventi che, ieri, ha voluto unirsi al mio appello, scrivendomi ed elencando tutte le professionalità che ruotano attorno a questi settori. Una lista lunghissima di persone specializzate che oggi non sono messe nella condizione di lavorare. Non si tratta di settori di nicchia, ma di filiere che generano e creano tantissimi posti di lavoro».