A Villa Buri il primo “Afroitaliani Summer Festival”
di Redazione
Di Rosa di Cagno
Promuovere tra le giovani generazioni la diversità come la ricchezza su cui fondare la società del domani, sempre più improntata ad una pluralità contaminata dalle tante culture che sono rappresentate a Verona, sempre più proiettata ad essere una città europea e aperta a tutti. È questo l’obiettivo del primo “Afroitaliani Summer Festival”, rassegna ad ingresso libero che si terrà dal 20 al 22 luglio a Villa Buri, a San Michele Extra, promossa dall’associazione culturale Afroveronesi dedicata alle generazioni afroitaliane. È patrocinata dal Comune di Verona e sostenuta dal main partner Astoria Wines e da una serie di realtà che comprende Quid, Mediterranea Verona, 4 Perspectives, Oriel, Unicef, UReport, Here 4U, Ops!, Musica Solidale, Metis Africa, Oso Melero Edizioni e Jungle Verona, in collaborazione con Casa di Ramia e con il supporto del media partner Essere Nero.
«Questo evento – sottolinea l’assessore alle Pari opportunità Jacopo Buffolo – vuole mostrare come la capacità di guardare da diversi punti di vista possa darci più risposte. Le seconde generazioni sono una presenza importante nella nostra città, e riuscire a costruire delle attività o delle politiche che possa dare valore ai ragazzi non può che far bene alla città, per questo l’Amministrazione sosterrà sempre queste iniziative».
«Sarà un’occasione soprattutto per i giovani – ha detto la vicepresidente del Consiglio Comunale Veronica Atitsogbe – che potranno ideare un progetto per altri giovani attraverso una grande partecipazione. Sento spesso parlare di diversità, ed è importante che a fianco di questo concetto venga portata avanti una formazione, per questo all’interno del festival sono stati dedicati diversi momenti di incontro e confronto».
Protagonisti, quindi, saranno soprattutto i giovani che, nei tre giorni, potranno partecipare a workshop, tavole rotonde e convegni, ma anche tanta musica e aggregazione, nel segno del divertimento, del dialogo. Interverranno studiosi, esperti di scienze sociali e professionisti, ma anche leader afrodiscendenti riconosciuti in ambito nazionale e artisti tra i principali della scena afroitaliana tra cui Mustik, Ama Dee, Zaib, Wado e Adriana chiamati ad animare le serate con i loro ritmi e la loro energia.
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Il programma
Giovedì 20 luglio
Dalle 9.30 l’incontro “Yes We can! Costruiamo una scuola plurale insieme” e Laborario musicale “A tutto ritmo” a cura di Musica Solidale e Zaib. Dalle 18. 30 Tavola rotonda “Salute e malattia e la diversa interpretazione nelle persone con background migratorio” in collaborazione con UNICEF Italia, U Report on the Movement, Metis Africa.
Venerdì 21 luglio
Dalle 9.30 Lezione di storia dell’Africa, Raccontare la storia dell’africa attraverso la danza, Laboratorio “Ops! Parliamo di Unconscious Bias” a cura di UNICEF Italia. Dalle 18 Stand gastronomici, artigianato e musica dal vivo. Dalle 20, sfilata di moda.
Sabato 22 luglio
Dalle 10 l’incontro “La rappresentanza conta” con Filippo Polegato, imprenditore; Veronica Atitsogbe, Vicepresidente del Consiglio Comunale di Verona; Omar Korichi, consigliere comunale a Rovereto; Charline Kanza, studiosa di scienze sociali; Abril Muvumbi, attivista. Workshop d’arte Laboratorio “Saudade e gioia della mia terra” a cura di Oso Melero Edizioni. Dalle 18 Afroitaliani Talent, musica e Dj Set.
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Tutte le informazioni sono sulla pagina Facebook AfroVeronesi oppure è possibile scrivere una email a afroveronesi@gmail.com. Il festival è stato presentato ieri mattina in Sala Arazzi. Sono intervenuti l’assessore alle Pari opportunità Jacopo Buffolo, la vicepresidente Consiglio comunale Veronica Atitsogbe, per l’associazione Afroveronesi Vanessa Giulia Atitsogbe, l’amministratore delegato si Astoria Filippo Polegato, per Oriel Aps Silian Ferrari, per Metis Africa il professore di sociologia della salute presso Università di Trento Davide Galesi.
«Il nostro obiettivo – spiega Vanessa Giulia Atitsogbe – è sensibilizzare la pluralità culturale considerando tutte le soggettività presenti nel territorio veronese ma anche italiano».
«Seguiamo i programmi della Commissione Europea – ha affermato Silian Ferrari di Oriel – volti all’interculturalità, all’antidiscriminazione e per aumentare il sentimento europeo nella comunità, cercando di aggiornare e potenziarne i punti di forza».
«Durante questo festival – ha affermato Davide Galesi – animeremo un dibattito sulla diversità e sull’incrocio dei modi diversi di vedere il corpo, il benessere, la malattia e gli stili di vita».
«Siamo orgogliosi di poter partecipare e sostenere questo progetto – ha detto Filippo Polegato – soprattutto perché è rivolta maggiormente ai giovani, che hanno in mano il nostro futuro».
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