A Veronetta torna il Festival di teatro dei giovani per i giovani

Presentato a Palazzo Barbieri il cartellone di Veronetta#SpazioTeatroGiovani2024, il Festival dei giovani e per i giovani in programma dal 6 al 28 giugno al Parco Santa Toscana, pronto ad alzare il sipario della IV edizione dopo il grande successo di pubblico del 2023. In scena 152 ragazzi dai 9 ai 34 anni per progetto artistico in dialogo con il pubblico e il territorio sui temi del contemporaneo.

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Al parco Santa Toscana torna il festival Spazio Teatro Giovani alla sua seconda edizione. Dal 6 al 28 giugno sei rappresentazioni messe in scena da ragazzi e ragazze dai 9 ai 34 anni, sul tema degli “Sposta-Menti”.

Il Festival è dedicato alle nuove generazioni ed è realizzato a conclusione dell’anno di laboratori della scuola Spazio Teatro Giovani, diretta da Silvia Masotti e Camilla Zorzi. Nella scorsa edizione sono stati più di 130 ragazzi e ragazze coinvolti negli spettacoli, per un pubblico di 2.000 persone di cui 1.200 under 35.

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Il Festival è la conclusione dell’anno dei laboratori teatrali della scuola Spazio Teatro Giovani, condotti dalle attrici e registe Silvia Masotti e Camilla Zorzi assieme all’equipe di Spazio Teatro Giovani, che va a consolidare il lavoro artistico e relazionale che contraddistingue la scuola d’arte fin dalla sua nascita. Non solo laboratori, ma una vera e propria fucina di idee, studio e performance, che costruisce in un lungo percorso di gestazione un progetto artistico in dialogo con il pubblico e il territorio sui temi del contemporaneo. In scena 152 ragazzi dai 9 ai 34 anni, coinvolti anche in tutti gli aspetti dell’organizzazione del Festival. In particolare Parco Santa Toscana diventa così occasione per essere attori, spettatori e per contribuire a tutti gli aspetti legati alla realizzazione di un evento dal vivo. Dopo l’edizione 2023 (che ha visto in scena 132 ragazze e ragazzi, per un pubblico di 2000 persone di cui 1200 under35), per la presente edizione si prevede un pubblico di oltre 2.500 spettatori. 

La rassegna è realizzata con il Patrocinio e il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Verona, che crede fortemente nel valore che il teatro può rappresentare nel percorso di crescita, di formazione del sé e nel suo ruolo volto a dare ai più giovani la possibilità di esprimersi attivamente e da protagonisti all’interno della città. 

La cornice tematica attorno alla quale hanno lavorato tutti i ragazzi in un dialogo trasversale tra gruppi e una riflessione stratificata su temi complessi, ma comuni a tutti, è Sposta-Menti.

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«Il teatro – raccontano Silvia Masotti e Camilla Zorzi – è movimento. Ci si sposta da se stessi per entrare nei panni di altri. Si affrontano diffidenza e paura, si impara ad accostarsi all’altro con rispetto. Il teatro si fa insieme, perciò lo spostamento di ciascuno implica lo spostamento del gruppo. Il gruppo tiene insieme la differenza, che è una risorsa fondamentale, così da semplificazione e omologazione ci si sposta verso l’infinita complessità della natura umana: ci si allena a conoscerla, a comprenderla, a raccontarla. A teatro ci si sposta anche come spettatori: si va a teatro perché succeda qualcosa, perché lo spostamento nello spazio ne produca altrettanti nel pensiero e nell’anima… Tutto questo per noi è il senso di fare teatro con i giovani: creare possibili spostamenti che a loro volta creino altri sposta-menti». 

I tre filoni del Festival

A partire da questo tema si sviluppa il programma del Festival che quest’anno si arricchisce di nuove produzioni e più serate su tre filoni principali:

  • spostamenti della storia, attraverso testimonianze o storie di coraggio e di resistenza (Staffette il 6 e 7 giugno ore 21.30 e La Rosa Bianca, 10 e 11 giugno ore 21.30),
  • spostamenti del mito (Enea, lo straniero 13 e 14 giugno ore 21.30 e Un’altra Medea 17, 18 e 19 giugno ore 21.30),
  • per concludere con spostamenti del contemporaneo attraverso la messa in scena di testi di drammaturgia contemporanea, in questo caso due opere di Stefano Massini, messe in scena per gentile concessione dell’autore. 

Il Festival è occasione di relazione, oltre che con e tra i ragazzi, con altre associazioni e realtà della città, impegnate nella diffusione di una cultura legata ai giovani e al territorio: collaborano alla realizzazione del Festival Angeli del Bello, Udu e Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona, Libreria Pagina Dodici, Lazy Dog Press, la Prima Circoscrizione e il Comitato per il Carnevale Benefico Simeon de L’Isolo, che ha la custodia del Parco Santa Toscana. Inoltre il ristorante libanese Tabulè gestirà il food truck per le sere di spettacolo. Il Festival si pone in continuità anche con il progetto Spettatori Attivi, che ha come obiettivo quello di accompagnare i ragazzi nella fruizione di spettacoli teatrali delle più importanti rassegne cittadine e non. Il Festival è realizzato grazie al supporto e all’impegno di Fondazione Banca Popolare di Verona, che supporta le iniziative legate al sociale e alla cultura sul territorio, con un occhio attento ai giovani e alla costruzione del loro futuro. Sostiene il Festival AGSM

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Info e prenotazioni

L’accesso al Parco sarà consentito a chi avrà prenotato il proprio posto inviando una mail a spazio.teatro.giovani@gmail.com indicando i propri dati e contatti. Verrà inviata una mail di confermata prenotazione. I posti verranno assegnati la sera dello spettacolo in ordine di arrivo. Le serate di spettacolo al Parco Santa Toscana si inseriscono all’interno degli Intrecci di programmazione di Estate Teatrale Veronese e il festival è gemellato con Veronetta Contemporanea Festival

Gli spettacoli saranno ad offerta libera. Tutte le informazioni, eventuali modifiche e aggiornamenti saranno comunicati sui canali Facebook e Instagram di Spazio Teatro Giovani.

Il programma

6-7 giugno – ore 21.30 – Parco Santa Toscana

Staffette

voci di Tina Anselmi, Nilde Iotti, Ida d’Este e altre donne della resistenza 

con un gruppo dai 19 ai 25 anni 

Dopo l’8 settembre 1943 le brigate partigiane assegnano alle donne o a ragazzi molto giovani il ruolo di corrieri e informatori, che prendono il nome di staffette. Le donne lasciano le case, inforcano le biciclette e cominciano a pedalare per il paese. Quest’azione produce uno spostamento non solo nello spazio, ma nella mentalità collettiva: le donne cominciano a prendere parte al processo di trasformazione della società italiana. Come una vera e propria staffetta, in cui l’atleta passa il testimone a chi viene dopo di lui, così personaggi come Tina Anselmi, Nilde Iotti, Ida D’Este ci ricordano, come dice Tina Anselmi, che “non possiamo abdicare, come cittadini dobbiamo prenderci ogni giorno la nostra parte di responsabilità, perché solo così le vittorie che abbiamo avuto saranno vittorie permanenti”. 

10-11 giugno – ore 21.30 – Parco Santa Toscana

La rosa bianca 

dalle testimonianze di Inge Scholl e dagli atti del processo a Sophie Scholl

con un gruppo dai 16 ai 20 anni 

Una rosa bianca è un fiore forte e fragile, simbolo di purezza e determinazione. La Rosa Bianca è il nome con cui un gruppo di ragazzi tedeschi, dai 20 ai 24 anni, chiamano il loro movimento di resistenza al nazismo. Sono studenti universitari, non sono organizzati in una lotta armata o politica, ma scrivono volantini in nome dei valori in cui si riconoscono: la libertà di pensiero, il valore della cultura, la bellezza della differenza. Nel 1943 vengono catturati e poi decapitati. Dagli atti del processo emerge che la loro pericolosità sta nella passione per la vita, nel loro desiderio, ingenuo ma determinato, di scuotere le coscienze del popolo tedesco. Le loro voci forti e fragili come una rosa bianca, come la carta dei loro volantini, arrivano fino a noi. 

La sera del 10 giugno verrà consegnato il Premio Passione Teatro in ricordo di Francesca Butturini. 

13-14 giugno – ore 21.30 – Parco Santa Toscana

Enea, lo straniero

da Eneide di Virgilio

con un gruppo dai 15 ai 19 anni

Enea è l’eroe troiano che per dieci lunghi anni combatte valorosamente la guerra di Troia. Quando i Greci conquistano Troia, Enea decide di salvare le persone che ama e di partire alla ricerca di un nuovo mondo. La storia di Enea non è la storia di un guerriero, ma quella di un profugo, impegnato in un lungo viaggio attraverso il Mediterraneo. È la storia della dolorosa sorte che tocca a chi scappa dagli orrori della guerra. È la storia senza tempo di un uomo che dopo tanto peregrinare trova una nuova terra da poter chiamare casa. Questa terra è l’Italia. Questa è la storia delle radici di Roma e delle nostre. 

17-18-19 giugno – ore 21.30 – Parco Santa Toscana

Un’altra Medea

Studio sul mito di Medea, da Euripide a Christa Wolf 

con un gruppo dai 24 ai 30 anni 

La storia di Medea, principessa della Colchide, che insegue Giasone in Grecia e una volta tradita ammazza i suoi figli, è una delle storie più riscritte attraverso i secoli. Tutte le versioni posteriori a quella classica cercano una giustificazione per l’atto più scellerato che una donna possa compiere: l’infanticidio. Nel 1996 Christa Wolf, una scrittrice tedesca, recupera una versione del mito precedente alla tragedia di Euripide: in questa versione Medea non ammazza i suoi figli, i bambini vengono uccisi dai cittadini greci perché figli di una barbara. Ecco allora che la complessità del mito non sta solo in ciò che ci mostra, ma anche in ciò che nasconde: Medea è la straniera infanticida, o Medea è infanticida perché straniera? 

22-23-24 giugno – ore 21.30 – Parco Santa Toscana

L.F.C.

da Ladies Football Club di Stefano Massini 

con un gruppo dai 19 ai 29 anni 

Il 6 aprile del 1917, mentre infuria la Prima Guerra Mondiale, un gruppo di operaie di una fabbrica inglese di proiettili e bombe, durante la pausa pranzo, trova un pallone abbandonato nel cortile. Una di loro dà un calcio a quel pallone. Comincia così l’avventura delle Ladies Football Club, la prima squadra di calcio femminile: con ironia, fatica, imbarazzo, paura, pregiudizio, scalpore ognuna di loro prende dannatamente a calci quel pallone e ogni calcio implica uno spostamento in avanti verso una società dove ciascuno possa finalmente correre incontro alla propria vita. “Perché una passione, una vera, non ha tempo, non ha età, non ha sesso. Ha solo bisogno di essere lasciata vivere”. Per ciascuna delle tre sere di spettacolo viene moderato un dialogo tra le giovani attrici e tre calciatrici professioniste, sui temi della parità di genere nello sport, in collaborazione con la consigliera Comunale con delega alle Pari Opportunità Beatrice Verzè. 

26-27-28 giugno – ore 21.30 – Parco Santa Toscana

Manhattan Project

da Manhattan Project di Stefano Massini

con un gruppo dai 21 ai 29 anni

Nel 1938 quattro scienziati ungheresi scappano dall’Europa antisemita e approdano in America: Leo Szilard, Jeno Wigner, Paul Erdòs, Edward Teller. I quattro scienziati, detti il Clan degli Ungheresi, in uno scantinato del Nuovo Mondo, fra manifesti di Superman e Greta Garbo, spostano le particelle dell’atomo e intuiscono potenzialità e rischi di un uso militare della cosiddetta reazione a catena. Ogni spostamento ne determina un altro: Hitler invade l’Europa e minaccia l’America. Robert Oppenheimer viene messo a capo del cosiddetto Manhattan Project e pronuncia il definitivo via libera alla costruzione della bomba atomica… Da allora niente fu più come prima. 

Il giorno 8 giugno alle ore 18.00 le registe Masotti e Zorzi interverranno assieme al Prof. Nicola Pasqualicchio sui temi di Manhattan Project e sul rapporto tra scienza e drammaturgia all’interno del Festival Veronetta Contemporanea. 

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