A Porta Palio “Vite”, la nuova mostra di Erika Tacchella
Sarà visitabile dal 14 al 19 ottobre la nuova mostra di Erika Tacchella con Daniele Riva, “Vite”, dalle 18 alle 21, a Porta Palio a Verona.
Il concept
In seguito a uno studio approfondito su Porta Palio Erika Tacchella, artista veronese autodidatta, curiosa, versatile e sperimentatrice, è giunta a realizzare un percorso artistico ed espositivo, assieme a Daniele Riva, progettista con interesse all’architettura delle forme e dell’anima, amico di idee e prospettive, dedicandolo alle Vite. Dal convenzionale al non convenzionale: è questo il passaggio di Erika nell’ultimo anno che, per questa esposizione, ha lavorato con l’elemento metallico, materia che rappresenta la forza e la magnificenza del luogo che la ospita.
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«Non posso fare altrimenti… Ho bisogno di esprimere il mio pensiero attraverso il metallo, solo così posso onorare il luogo che mi ospita». queste le sue parole al primo contatto fisico e viscerale con Porta Palio, importante monumento della sua città natale, Verona. Ne consegue la nascita del progetto focalizzato sulla vita e sul suo divenire.
Il percorso espositivo
La mostra prevede una triplice espressione artistica:
- La prima, le opere materiche, quadri in rame nati dall’ossidazione attraverso reagenti e fuoco; il risultato di questa interazione rappresenta l’acqua, che con il passare del tempo infonde ai metalli una coloristica particolarmente carica di fluttuante emozione.
- La seconda, l’opera luminosa, sospesa e realizzata in ferro, raffigurante una pianta di vite intrecciata a plasmare il cerchio della vita; una luce corre lungo la forma circolare, una sorta di magnetico passaggio nell’infinito. L’artista prese ispirazione dall’espressione magica dello scrittore Tolkien: “le radici profonde non gelano”. L’opera infatti espande le sue lunghe radici comunicando forza, stabilità e resistenza. Il cerchio rappresenta il ciclo vitale, con l’inizio, il percorrere, la fine.
- La terza, le opere sculture, nate la terra, una serie di colonne realizzate da Daniele Riva, raffiguranti lo sbocciare della vita attraverso il simbolismo del fiore di loto cristallizzato. L’attenzione è alla sotterranea radice, che infonde nutrimento vitale portando alla fioritura, metafora del processo di introspezione nell’anima umana che porta all’apertura verso l’essenza stessa della vita.
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