A Palazzo Maffei Daniela Rosi indaga l’impatto dell’Art Brut sull’arte del ‘900

Nel 1945 l’artista francese Jean Dubuffet, ma anche filosofo e teorico dell’arte, conia il termine Art Brut per indicare gli artisti autodidatti che presentano le loro esperienze al di fuori dei limiti restrittivi della società: pazienti psichiatrici, prigionieri, emarginati, ma anche bambini, soggetti privi di cultura artistica che trovano modo di comunicare le loro sensazioni…

Nel 1945 l’artista francese Jean Dubuffet, ma anche filosofo e teorico dell’arte, conia il termine Art Brut per indicare gli artisti autodidatti che presentano le loro esperienze al di fuori dei limiti restrittivi della società: pazienti psichiatrici, prigionieri, emarginati, ma anche bambini, soggetti privi di cultura artistica che trovano modo di comunicare le loro sensazioni attraverso l’arte spontanea, oltre i vincoli della cultura tradizionale. Dubuffet scova e colleziona moltissime di queste opere e porta all’attenzione del pubblico veri talenti creativi. In seguito, nel 1972, il critico d’arte Roger Cardinal introduce il termine Outsider Art come sinonimo inglese dell’Art Brut mentre negli anni Novanta Bianca Tosatti parlerà di Arte Irregolare.

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L’incontro aperto al pubblico il prossimo 13 gennaio (ore 16) a Palazzo Maffei Casa Museo sarà con Daniela Rosi, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Verona, che da molti anni si occupa proprio di Art Brut, Outsider Art e Arte Irregolare sia nell’ambito della ricerca e sia allo scopo di sostenere e promuovere artisti.

Un tema di assoluto interesse per comprendere la funzione e il valore comunicazionale, intimo e forse terapeutico di quest’arte autentica, libera da preoccupazioni intellettuali e che assurge talvolta a vertici di potenza, verità e poesia che sanno stupire; ma anche per cogliere come questo mondo ricchissimo e sommerso abbia fecondato le avanguardie del Novecento e ancora oggi continui ad agire.

Daniela Rosi
Daniela Rosi, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Verona

Scenografa di formazione, curatrice e realizzatrice di installazioni e allestimenti, Daniela Rosi si dedica alla scoperta di nuovi talenti fuori dagli ambiti ufficiali dell’Arte ed è anche responsabile del LAO [laboratorio (pro) artisti outsider], con incarico di direzione artistica.

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Del resto ancor oggi, la città di Verona copre un ruolo di primaria importanza nell’ambito dell’arte outsider, con iniziative che coinvolgono realtà come l’Accademia di Belle arti, Fondazioni, Atelier operativi sul territorio e altri eventi che la vedono protagonista sia a livello locale che nazionale e internazionale.

Sarà dunque la professoressa Rosi ad accompagnarci a scoprire questo universo creativo, dalle avanguardie del primo Novecento fino all’antesignana esperienza veronese dell’Atelier fondato da Michael Noble a San Giacomo alla Tomba, alla fine degli anni Cinquanta, per arrivare alle più avanzate esperienze attuali, che vedono sfumare sempre più i confini tra arte outsider e arte contemporanea.

Nel corso del fine settimana del 13-14 gennaio, ore 11.30, sarà possibile scoprire la collezione di Palazzo Maffei Casa Museo attraverso un percorso guidato a cura del team Ask Me acquistabile presso la biglietteria di Palazzo Maffei.

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