A Malcesine la mostra dell’artista iraniana Bahar Heidarzade
L’arte iraniana arriva a Malcesine per sensibilizzare sulla violenza di genere. Fino al 3 novembre 2024, gli spazi interni ed esterni del Castello Scaligero ospiteranno una serie di installazioni dell’artista iraniana Bahar Heidarzade (Teheran, 1981), costretta a fuggire dal suo paese per poter essere libera dalle costrizioni perché, se tornasse, verrebbe incarcerata. Le opere sono racchiuse nella mostra Le mie pietre sono aquiloni, ideata e curata da Marina Pizziolo, critica d’arte, e Romano Ravasio, consulente d’arte, e organizzata dal Comune di Malcesine. Un’esposizione sul tema tristemente attuale della violenza sulle donne, non per piangere le vittime di ieri ma per salvare le vittime di domani grazie alla potenza della condivisione. La mostra è patrocinata dalla Fondazione Puzzilli, che con il Progetto Agata sostiene le donne vittime di violenza.
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A fare da fil rouge il tema dei ricordi, pesanti come macigni sui corpi e sulle menti delle donne. E infatti i ricordi vengono rappresentati simbolicamente da pietre realizzate dall’artista in cartapesta, utilizzando fogli di quotidiani contenenti inquietanti notizie di cronaca: perché le memorie negative non sono solo quelle personali, ma anche quelle che gravano su un’intera collettività. Ma gli stessi ricordi, anche e soprattutto quelli delle violenze subite, possono diventare condivisione e azione, dunque speranza. Ed è qui che, racconta con le sue opere l’artista, da pesanti massi diventano un aquilone, capace di sollevare in un volo che è misura della propria umanità.
Cuore dell’esposizione sarà la grande installazione immersiva realizzata nella Sala Labia del Castello Scaligero. Al centro della sala, a terra, è proiettato un video che ritrae l’artista sdraiata, schiacciata da un’enorme pietra. Questa vuole sottolineare come le donne, non solo si fanno carico del dolore degli altri, ma troppo spesso sono vittime di atti di violenza. Sopra il corpo di Heidarzade, appese nello spazio, decine di pietre, simbolo del peso mentale dei massi scagliati ma bloccati in aria. «Ancora mani che lanciano pietre. Ancora donne vittime di atti di violenza – spiega la curatrice Marina Pizziolo -. Dobbiamo imparare ad ascoltare le parole di quelle donne, prima che diventino grido. Solo così potremo fermare quelle pietre, scagliate in nome di qualcosa che non possiamo chiamare amore. E farle rimanere sospese, in volo. Siamo noi, insieme, a poter trasformare le pietre in aquiloni».

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Su una parete della Sala è poi proiettata la performance Stone XXL che l’artista ha realizzatoper le vie del borgo di Malcesine. Torna l’elemento del ricordo che, ancora una volta, assume le sembianze di un enorme masso ma in questo intervento performativo viene portato per le strade dall’artista e da chi si sente chiamato a intervenire in suo aiuto. La performance di Bahar Heidarzade è la condivisione di una fatica, la partecipazione a una pena, la liberazione collettiva da un dolore. Tutto a sottolineare che l’unione permette di non farsi schiacciare dai ricordi.
Negli spazi esterni del castello verranno invece realizzati una serie di interventi artistici di suggestione concettuale. Interventi che si inseriranno negli spazi in maniera poetica, senza cancellare la visione delle architetture e del paesaggio, ma creando il senso di un percorso: una sorta di filo d’oro che accenderà alcuni punti del castello, richiamando ai visitatori il tema della mostra.
Prezzi e orari della mostra
Il Castello Scaligero di Malcesine è aperto al pubblico nei seguenti giorni e orari:
- dal 15 maggio al 30 settembre ore 9.30-19.30,
- dal 1° ottobre al 3 novembre ore 9.30-18.30.
Ingresso intero: 6 euro, ridotto: 5 euro, bambini (dai 6 ai 13 anni): 3 euro, gratuito da 0 a 5 anni.
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