Verona, premiati i cittadini dell’anno 2019

Il riconoscimento è andato a ricercatori e imprenditori, ma anche a gesti eroici di persone comuni. Sboarina: «Verona è proiettata nel futuro».

cittadini veronesi dell'anno 2019

Medici, ricercatori, imprenditori, artisti ma anche persone comuni che, con i loro successi professionali o gesti eroici, si sono contraddistinti durante l’anno appena terminato. Questa mattina, a Palazzo Barbieri, il sindaco Federico Sboarina ha premiato con la medaglia della città i ‘cittadini dell’anno 2019’. Il riconoscimento, giunto alla seconda edizione, è stato istituito un anno fa per ringraziare, a nome della città, tutti quei veronesi che hanno raggiunto importanti risultati a livello nazionale e internazionale, in diversi campi, portando nel mondo l’eccellenza veronese. Così come quanti si sono spesi per la comunità.

«La straordinarietà di questi nostri concittadini – ha detto Sboarina -, sta proprio nell’essere persone normali, che non cercano clamore o titoli da prima pagina, nonostante i successi internazionali raggiunti in tutti i campi, la dedizione per il loro lavoro e i gesti eroici che hanno compiuto».

«Questo riconoscimento è nato proprio con l’intento di dar risalto e far conoscere alla cittadinanza quei professionisti e quelle persone comuni che portano in alto il nome di Verona. Quest’anno abbiamo tra i premiati tante donne e giovani, segno che la nostra città è proiettata nel futuro. Qui vengono formati e valorizzati i nuovi talenti, quelle menti geniali che partono da Verona e poi trovano opportunità e palcoscenici internazionali. Veronesi di nascita o acquisiti che sono innamorati della nostra città e che diventano un’eccellenza per il nostro territorio e la nostra comunità».

Seduti in sala Arazzi i ‘cittadini dell’anno’, che si sono alzati uno ad uno per ricevere dalle mani del sindaco la medaglia della città e la pergamena di ringraziamento per ‘la dedizione e i successi che hanno contribuito ad aggiungere prestigio alla nostra città’. Presente anche Roberto Leone in rappresentanza dell’Ateneo scaligero.

Cinque le categorie. Per il mondo accademico sono stati premiati Giovanna Paolone, ricercatrice che ha scoperto una proteina in grado di ripristinare l’attività fisiologica delle cellule cerebrali malate di persone con Alzheimer e Parkinson, e il cardiologo Luciano Ribichini, per aver effettuato il primo intervento in Italia con una tecnica pioneristica che minimizza il rischio di occlusione coronarica. «Dopo aver peregrinato per il mondo – ha detto Paolone – sono felice di essere arrivata a Verona un paio di anni fa e di aver ottenuto qui questo grande risultato».

«Siamo fortunati, abbiamo una delle migliori sanità del mondo – ha affermato Ribichini -, una eccellenza».

Per la categoria ‘comunità e senso del dovere’ hanno ricevuto l’onoreficienza Salvatore Olivieri, l’autista di Atv che lo scorso 24 aprile ha gestito un ‘allarme bomba’ e messo in salvo i passeggeri, e Nicola Brunelli, giovane imprenditore che ha salvato la vita della moglie in arresto cardiocircolatorio praticando il suo primo massaggio cardiaco. «Un piccolo gesto con il quale spero di aver contribuito al bene della comunità» ha spiegato Olivieri.

«Nulla di straordinario, anche se fiero di aver avuto questa prontezza – ha detto Brunelli –, tutti dovrebbero fare corsi di primo intervento».

Per l’arte e la cultura premiate Lidia Caricasole, giovanissima ballerina veronese, unica italiana ammessa alla prestigiosa Juilliard School di New York, e Francesca Borgo, l’astro nascente degli studi su Leonardo Da Vinci che insegna nella terza università più antica del Regno Unito.

«Quest’estate ho organizzato a Verona un corso per giovani talenti assieme agli insegnanti della Juillard – ha affermato Caricasole -, voglio che il mio percorso possa servire anche alla mia città».

«Si è concluso un anno straordinario per gli storici dell’arte e gli studiosi di Leonardo» ha detto Borgo.

I premiati

  • Lidia Carcasole
  • Lucia Dal Negro
  • cittadini veronesi dell'anno 2019
  • Emma Maria Ugolini
  • cittadini veronesi dell'anno 2019

Per creatività professionale i riconoscimenti sono andati a Lucia Dal Negro, fondatrice della start up DeLab per il miglioramento dei brand che si contraddistinguono per il loro valore sociale e ambientale, e Federico De Silvestri, campione del mondo della pizza, vincitore a Los Angeles del titolo internazionale e della categoria ‘pizza non tradizionale’.

«In Uganda stiamo esportando la culla che protegge i neonati dalle malattie endemiche infettive» ha spiegato Dal Negro. «Anche quest’anno sono stato ammesso alla finalissima che si terrà a Las Vegas» ha chiosato Silvestri.

Ultima categoria, quella della ricerca, ha visto premiati don Roberto Guarise, direttore dell’Istituto salesiano don Bosco i cui studenti hanno vinto il titolo mondiale di robotica e progettualità tecnologica con la lavatrice spaziale, e Rossana Boni, assente stamattina perché all’estero, selezionata dal Mit di Boston tra le migliori cento giovani menti al mondo.

«Ogni scelta che facciamo oggi è per il domani, nostro e degli altri – ha concluso Guarise -. Ecco perché questi giovani, con il loro impegno, sono un esempio».

Infine, un riconoscimento speciale è stato consegnato a Emma Maria Ugolini, studentessa di Trevenzuolo, già ‘Alfiere del lavoro’ per volontà del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per i suoi risultati scolastici.