Verde, il colore dei giovani innamorati del futuro

Ieri per le strade, per le piazze i nostri ragazzi sono scesi, seppure nelle contraddizioni inconsce di essere vestiti di plastica e di elettronica, di materiali altamente inquinanti, hanno fatto una scelta, hanno preso una posizione, per il bene comune, e questo in un’epoca di totale indifferenza è un grande passo avanti. Commuove, dà speranza a noi vecchi e adulti.

Fridays for future

Verde. Il colore dei vegetali, della natura. Un colore fresco, giovanile, vivo, pieno di speranze. Così ieri i cortei di giovani che sono scesi per le strade delle città italiane, senza partiti, se non quello del futuro che a loro appartiene, quello di una terra che abbiamo in prestito e non in eredità, alla quale apparteniamo e non ne abbiamo possesso, e che abbiamo sfruttato dimostrando spesso di essere bestie senza cervello né cuore, più che animali.

Verde è un colore con due facce, è il colore che ha in sé il buio della notte, il blu, e la luminosità del giorno, il giallo, è il colore della vita nel suo scorrere naturale. È il colore dell’arte.

Il verde è una medaglia a due facce, è un colore instabile (chimicamente lo era nell’antichità) e corrisponde bene al carattere della nostra epoca inquieta; è un colore con un carattere nella storia trasgressivo e turbolento, esso rappresentava tutto ciò che si muove, che cambia.

Nell’antichità era il colore dei veleni, solo nell’epoca moderna viene associato alla natura. Verde nel Medioevo era il colore di giocolieri e buffoni, ma anche dei giovani e degli innamorati. Verde è il colore della fortuna, come della speranza perché il verde rappresenta la sorte, il destino, quello che è arrivato il tempo di prendere in mano. Verde era il colore del drappo per il quale si correva il palio a Verona fino al Settecento, tanto che lo cita Goethe nel suo viaggio, un colore ambito, un lusso.

Fridays for future

Verde di rabbia è la faccia della ragazzina che ha sfidato i grandi della terra, in una smorfia un po’ “Medusa” di Caravaggio e un po’ “Giuditta” dello stesso autore: simpatica o no, usata o no (un po’ di cautela per la persona, per l’adolescente che dovrebbe essere tutelata, stare con i suoi coetanei, vivere la sua età e non “fuori luogo”) ha smosso i nostri ragazzi, molti ieri alla loro prima manifestazione in piazza, a sentirsi la responsabilità nelle mani e il tempo che verrà sotto i piedi, felici di condividere, in un senso di seria e beata incoscienza tutta ancora da educare, purtroppo, e forse da contaminare con l’età adulta, al compromesso. Nero o bianco, nessuna sfumatura. Nessun colore, o tutti i colori. Verde è il colore di chi in sua beltà confida. Verde, è un colore difficile, che ha bisogno di attenzione e cura, d’amore.

Verde era il colore dei nostri ragazzi ieri nelle strade della città. Verde non è un colore, è un modo di essere. Quello che dovremo avere da qui in avanti.

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