Il parlamento della legalità arriva a Città del Messico

Nuovo traguardo per il Parlamento della Legalità, nato a Palermo dopo la strage di Borsellino. Il movimento interculturale e interreligioso, presieduto a livello nazionale da Nicolò Mannino, ha diverse iniziative all'attivo sul territorio veronese. Ce ne parla Adelino Fasoli.

«È un volano che ormai è partito e viaggia da solo, le richieste arrivano da tutte le parti.» Così Adelino Fasoli, collaboratore di presidenza del Parlamento della Legalità, ci racconta gli ultimi sviluppi di un movimento che ormai supera ampiamente i confini nazionali. La richiesta di aprire una sede del Parlamento è arrivata, infatti, tramite l’associazione culturale messicana “Cielito Lindo” che ha sede a Verona. «A fine giugno ci hanno comunicato ufficialmente di aver trovato la sede. Ora ci stiamo cercando le risorse economiche per la trasferta a Città del Messico, dove si insedierà ufficialmente la nuova sede del Parlamento.»

La spinta promotrice della legalità coinvolgerà presto altri Paesi. Richieste sono arrivate, infatti, da Argentina, Kosovo e Egitto. Il vivere civile è un valore universale, che unisce e appiana anche le differenze più marcate. «Parlare di legalità ai bambini – spiega Adelino Fasoli – è la chiave per il cambiamento. Sono temi che catturano solo in parte l’attenzione degli adulti, perché è più comodo prendere la strada sbagliata. Invece, se partiamo direttamente dai bambini, le cose cambiano. Certo, ci vorranno delle generazioni.»

Il tempo, però, non spaventa la missione del Parlamento. Il riscontro delle iniziative sul territorio è sempre forte e dà segnali positivi per il futuro. Fasoli ci racconta della sua recente esperienza a Palermo, a Monreale, dello scorso maggio. «Non avrei mai pensato di vedere tanti ragazzi lottare contro la mafia, prendere posizione in piazza, in prima linea. È una cosa che dieci anni fa non si sarebbe vista, c’era troppa paura.»

È di poche settimane fa l’ultima iniziativa in terra scaligera del Parlamento della legalità. Sabato 29 giugno nella Moschea di Verona esponenti della religione Ortodossa, Cristiana, Musulmana, Ebraica, e Buddhista hanno firmato la pergamena voluta dal Parlamento della Legalità Internazionale. È la quarta ambasciata in città, punti di riferimento dell’associazione, dedicata all’amicizia e al dialogo.

Adelino Fasoli, Imam Mohamed Abdeslem Guerfi e Nicolò Mannino.

Le altre ambasciate che vanno a formare la rete sono quella dell’amore, all’interno del reparto oncologico pediatrico di Borgo Trento, quella della resilienza, presso la scuola di polizia di Peschiera, e quella del buon gusto all’interno della scuola alberghiera di Verona al Chievo. Un elenco destinato ad arricchirsi a breve, con l’apertura della prossima ambasciata all’interno del comando di palazzo Carli, intitolata all’impegno.

Con settembre, inoltre, ripartiranno i diversi progetti del Parlamento nelle scuole. «Abbiamo molte iniziative all’attivo nelle carceri – spiega Adelino Fasoli -. Proprio pochi giorni fa, nello spirito di questo nuovo legame con il Messico, abbiamo portato un gruppo di ballo folkloristico messicano in carcere a Verona.» I detenuti, così, hanno passato un paio d’ore diverse dal solito, con gioia e allegria. Come ci riporta lo stesso Fasoli, in particolare le ragazze carcerate si sono, anche se per poco, «dimenticate di essere dietro le sbarre».

Tutto ciò è stato possibile grazie al potere della musica e del ballo, per l’occasione in sinergia con i valori della legalità. Sempre la musica farà da padrona al prossimo progetto del Parlamento, che partirà da Verona per poi coinvolgere i carceri del Veneto e, infine, quelli di tutta Italia. «Vogliamo creare un’orchestra con i detenuti che abbiano la passione il talento per il canto, o che sappiano suonare uno strumento».

«Il tempo che doni per portare svago a un detenuto – conclude Adelino Fasoli – è sempre ripagato. Per noi, una giornata vola, anzi a volte ci vorrebbero 60 ore al giorno per fare tutto ciò che dobbiamo fare. Per un carcerato, invece, 24 ore non passano mai. E con queste iniziative se ne può dimenticare, anche solo per un’ora».