Nestola, scienziato dell’anno 2016, domani dagli Ingegneri

Oceani nascosti. Quanta acqua per la Terra? A rispondere a questi interrogativi, domani a partire dalle ore 18, sarà il professore e scienziato Fabrizio Nestola, premiato da Mattarella tre anni fa per le sue ricerche, il quale interverrà all'assemblea dell'Ordine degli Ingegneri di Verona.

Il professor Francesco Nestola nel suo laboratorio a Padova.

Acqua invisibile. Nascosta nella profondità della Terra. In grado forse, in un futuro non troppo prossimo, di bilanciare i devastanti effetti climatici che stanno portando allo scioglimento dei ghiacciai come la Marmolada, e non solo. Ma quando si è formata l’acqua sulla Terra? Quanta ancora ne abbiamo realmente a disposizione? Che legame c’è tra l’acqua profonda, racchiusa nelle viscere terrestri, e quella superficiale? Quanto è importante utilizzarla senza sprechi, anche per contenere catastrofi ambientali?

Sono solo alcuni dei suggestivi spunti che, giovedì 19 dicembre, trasformeranno la sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, in via Santa Teresa, in un laboratorio in cui spaziare dalle teorie sull’evoluzione della Terra alle questioni più prettamente legate all’ambiente.

L’occasione arriva dall’annuale appuntamento con l’assemblea dell’Ordine che, dalle 18, nella sezione aperta al pubblico, avrà come ospite d’onore Fabrizio Nestola, il direttore del dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e professore di Mineralogia.

L’intervento del professor Nestola al TEDx di Padova nel 2017

«Sapere quanta acqua ci sia ancora a disposizione sulla Terra non è certo un dato banale e di facile risposta, ma ciò di cui oggi siamo certi è che il ciclo dell’acqua noto finora si basa su calcoli errati. Bisogna partire dall’effettiva quantità di acqua presente sul pianeta per fare delle previsioni esatte. – anticipa l’esperto che, per il valore delle sue scoperte, è stato insignito dal Presidente della Repubblica del premio Miglior Scienziato dell’anno 2016 – Dal 2014 sappiamo che all’interno della Terra, a grandi profondità, ci potrebbero essere quantità d’acqua pari ad almeno tre volte l’Oceano Pacifico. L’oro blu è infatti racchiuso in diamanti grezzi che, fatti emergere da oltre 700 chilometri di profondità, sono in grado di aprire affascinanti squarci sulla misteriosa storia ed evoluzione del nostro pianeta».

Non si tratta ovviamente di acqua liquida, ma in qualche modo risale e ciò porta a chiedersi se tali scoperte possano rappresentare una soluzione alla penuria di acqua su cui siamo chiamati a correre ai ripari.

Andrea Falsirollo ordine degli ingegneri
Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Andrea Falsirollo.

«Solitamente nei nostri appuntamenti con gli iscritti trattiamo questioni più legate all’urbanistica e alle infrastrutture, ma questa volta abbiamo voluto volgere l’attenzione ai temi ambientali, che proprio in questi giorni sono il focus principale dei media, portando all’attenzione della città un interrogativo sulla possibile via d’uscita al principale tema che ci impegnerà nel futuro, ovvero la scarsità d’acqua – dice il presidente dell’Ordine, Andrea Falsirollo. – Si tratta di scoperte che potrebbero rivoluzionare la vivibilità futura del pianeta. Novità, inoltre, che ci spronano ulteriormente a condividere le nuove scoperte per pensare positivamente al domani e, allo stesso tempo, promuovere azioni di tutela verso il pianeta, a partire dall’uso razionale della risorsa idrica. Quando si parla d’acqua non si può non introdurre il problema dell’utilizzo della plastica e dello spreco della carta. Nel nostro piccolo abbiamo eliminato la carta dai Consigli dell’Ordine con l’introduzione dei tablet e durante l’assemblea doneremo a tutti gli iscritti le borracce in alluminio gentilmente fornite da Acque Veronesi».

Roberto Mantovanelli, Presidente di Acque Veronesi.

Roberto Mantovanelli, presidente dell’azienda che gestisce la rete idrica scaligera, interverrà giovedì sull’uso razionale e sull’economia circolare dell’acqua.
«Le aziende idriche ricoprono un ruolo strategico in tema di sostenibilità ambientale. Infatti il ciclo di gestione dell’acqua rappresenta pienamente il paradigma dell’economia circolare: la risorsa idrica viene prelevata dall’ambiente e li ritorna; in varie forme – dichiara – L’Italia è un paese considerato a stress idrico elevato; le crisi evidenziate degli ultimi anni dipendono non solamente dai cambiamenti climatici in atto ma in larga parte anche dagli attuali modelli di consumo e gestione, nonché da un sistema infrastrutturale spesso non adeguato. In questo senso diventa fondamentale per noi preservare la falda, che rappresenta la principale fonte di approvvigionamento con rilevanti vantaggi in termini di qualità e disponibilità dell’acqua. In quest’ottica avranno grande importanza gli investimenti volti a migliorare la resilienza del sistema idrico, ovvero: interconnessioni, riduzioni perdite, nuovi approvvigionamenti, serbatoi e i piani di sicurezza dell’acqua. Una spinta importante in termini di sviluppo tecnologico arriverà certamente dall’industria 4.0, mentre il tema del riutilizzo delle acque reflue non sta trovando per il momento significative applicazioni su larga scala».