Il dolce tipico del Natale veronese valica quest’anno i confini nazionali per raggiungere i militari italiani impegnati nelle missioni di pace all’estero.

A presentare l’iniziativa questa mattina, nella sede del Comfoter di Palazzo Carli, il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli. Con lui anche il colonnello Gianluca Dello Monaco comandante dell’8° Reggimento genio guastatori paracadutisti “Folgore”,  il Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola Tota, comandante del Comfoter di Supporto, l’assessore del Comune di Verona Marco Padovani.

Circa mille confezioni dell’ormai tradizionale Pandora dell’Alpino sono arrivate nei giorni scorsi in Lettonia e in Libano, oltre che in Sicilia. Qui, i soldati del 6° Reggimento Bersaglieri sono infatti impegnati nell’operazione Strade Sicure. In Lettonia sono schierati i militari del 3° Reggimento Alpini mentre in Libano, da un mese esatto, la Brigata Aosta ha lasciato il passo alla Brigata “Granatieri di Sardegna”.

«Questi militari impegnati nelle missioni di pace, per mesi lontano dall’Italia e da casa, sono l’orgoglio del nostro Paese. E quest’anno abbiamo voluto dimostrare la nostra vicinanza attraverso questo gesto, simbolico ma molto significativo. Del resto, quella tra uomini e alpini – in armi e non – è una collaborazione proficua portata avanti quotidianamente anche attraverso iniziative congiunte di solidarietà», ha spiegato il presidente Bertagnoli.

«I nostri ragazzi hanno bisogno di gesti come questo, di sentire la vicinanza della gente, di un gruppo e di un’associazione. Essere presenti nella quotidianità dei nostri militari all’estero è importante» ha sottolineato il Generale Tota.

«Quella che celebriamo oggi è l’attestazione della consapevolezza nella gente dell’utilità del servizio che noi militari svolgiamo quotidianamente sia in Italia che all’estero» ha aggiunto Dello Monaco.

«Questa collaborazione in essere tra alpini e militari in armi e non, di cui anche il Comune è parte attiva, è un valore aggiunto per tutta la città» ha commentato l’assessore Padovani.