Al Film Festival della Lessinia c’è una giuria speciale. È quella composta dai detenuti del carcere di Montorio che prendono parte al progetto “La Montagna dentro”, a cura dell’Associazione MicroCosmo Onlus. Un progetto nato 9 anni fa dall’iniziativa di Paola Tacchella. Un modo per avvicinare la natura a chi è costretto a passare del tempo rinchiuso tra mura di cemento.

«Quando arriva l’estate – ci racconta Paola – in carcere il caldo si fa sentire in maniera particolare. Così, quando incontravo i detenuti dicevo loro di guardare fuori dalla finestra, dove si vede la Lessinia, i suoi paesaggi, i suoi colori. Da lì l’idea di coinvolgere il Film Festival. Sono andata da Alessandro Anderloni a chiedere se fosse possibile creare una giuria interna al carcere e portare lì i film in concorso. I film li proiettiamo in tempi utili, in modo che i detenuti possano esprimere una loro scelta molto specifica».

«Grazie al laboratorio le tre componenti del carcere (maschile, femminile e isolati e protetti) possono partecipare insieme ad uno stesso progetto. Durante i pomeriggi di attività proiettiamo i film, i detenuti ne discutono ma soprattutto scrivono. Ogni film è per oro un’occasione di ripensamento rispetto alla propria storia di vita. È una rassegna molto speciale, proprio per il genere di film proposti. Non sono infatti i soliti film d’azione o di evasione, ma sono film che permettono a chi non ha mai prestato molta attenzione al rapporto tra uomo e natura, che non è solo idilliaco ma è anche rapporto di fatica, di impegno, di costanza. di poter maturare consapevolezze e sensibilità».

“La Montagna dentro” è un’occasione per poter parlare di grandi spazi aperti in uno spazio chiuso in cui i grandi spazi si possono solo immaginare.

«Quando ho iniziato a collaborare a “La Montagna dentro” – racconta Giuseppe Saglio, psichiatra – ero convinto di contribuire portando ai carcerati la mia conoscenza sul tema. Invece mi sono trovato a scoprire che il gruppo di MicroCosmo possiede dei grandi spazi aperti dentro. C’è stato una sorta di dono che ho ricevuto, qualcosa che mi ha molto stupito e sorpreso. Per questo ogni anno torno a respirare questi “grandi spazi interni” fatti di umanità e di ricchezza».

Il premio

Due i riconoscimenti che il vincitore del premio giuria MicroCosmo riceverà durante la cerimonia di premiazione del Festival, sabato 31 agosto al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova. In palio una composizione di bastoncini realizzata da un ragazzo in carcere e una scultura di ferro realizzata da un fabbro ex detenuto.