In vetta tra passato, presente e futuro. Alla vigilia dell’anno del Centenario – che la sezione veronese dell’ANA festeggerà nel 2020 – le Penne Nere sono salite domenica a Passo Fittanze per commemorare e onorare i caduti di tutte le guerre, all’ombra delle due grandi aquile di pietra che presidiano l’imponente monumento del passo; terra di confine tra Veneto e Trentino. Centinaia di alpini, volontari, amici e simpatizzanti si sono stretti attorno ai molti gagliardetti dei gruppi presenti e hanno aderito in massa anche quest’anno al tradizionale pellegrinaggio organizzato dalle sezioni dell’ANA di Verona e di Trento.

I primi alpini sono arrivati in quota già venerdì e alle 9 di domenica mattina tutto già era pronto. La commemorazione è entrata nel vivo una quarantina di minuti più tardi con l’ammassamento, una breve sfilata e la cerimonia dell’alzabandiera. Le autorità presenti, tra cui il deputato veronese Diego Zardini e i sindaci di Erbezzo, Lucio Campedelli, e di Ala di Trento, Claudio Soini, hanno salutato la moltitudine di Penne Nere prima di cedere la parola al presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli e al vicepresidente vicario dell’ANA Trento Paolo Frizzi che hanno sottolineato come il traguardo dei cent’anni di attività segni un nuovo inizio per i cento a venire.

«Dobbiamo coniugare in modo efficace il passato, il presente e il futuro che verrà, qualunque esso sia – è intervenuto il presidente Bertagnoli – Nonostante i 100 anni, le nostre facce sono sempre quelle. Guardando gli alpini dell’Ortigara e i nostri alpini oggi, non temiamo il tempo e l’invecchiamento, che virtualmente sta andando così di moda in questi giorni. Con il suo cappello con la penna nera, l’alpino è sempre quello, orgoglioso di esserlo e pronto a schierarsi a difesa del prossimo, allora come oggi». 

Sul passo, a circa 1400 metri di altitudine, è poi sceso un silenzio solenne interrotto solo dalle note della Fanfara Alpina di Ala che ha ritmato la deposizione delle corone in onore ai caduti. Pochi minuti prima delle 11, l’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi ha celebrato la messa parlando di pace, elemento strategico, e del rischio di perderla. Al suo fianco, immancabile, il cappellano sezionale don Rino Massella. Le celebrazioni sono state accompagnate oltre che dalla Fanfara, dalla banda cittadina di Sommacampagna e dal coro ANA “Amici della Baita” di Lugagnano.

Quella che iniziata domenica è la quarta settimana di fila che vede gli alpini veronesi impegnati a macinare chilometri, con i 200 gagliardetti in rappresentanza di tutti i gruppi della sezione Ana Verona, e a “far memoria”. La prima domenica di luglio si sono arrampicati sul Baldo per circa due ore – partendo da San Zeno di Montagna e dintorni – e hanno raggiunto la chiesetta di Costabella, sull’omonimo crinale. Chiesetta distrutta dalla tempesta dello scorso novembre che ora rinascerà proprio grazie agli alpini.

La domenica successiva erano a centinaia sull’Ortigara per rendere omaggio alle tante Penne Nere che hanno perso la vita nella tragica battaglia di oltre cento anni fa. E a distanza esatta di una settimana, ieri, sono di nuovo saliti in vetta, questa volta sull’altopiano dei Lessini. E non è finita: il tour de force della memoria prosegue domenica, il 28 luglio, a Conca dei Parpari per la 36° Festa del Tricolore.