Giocano di giorno e di notte, e ora, con le vacanze, rischiano di passare anche intere giornate davanti ad un tablet o ad un computer. Ma cosa fanno i giovanissimi di fronte a quegli schermi? Chattano, spesso con sconosciuti, scambiano denaro, in cambio di codici o trucchi, e cadono in vere e proprie dipendenze. La reazione che hanno infatti quando vengono privati dei loro strumenti è la rabbia, una furia che non viene placata neanche da altri giochi di genere più adatto alla loro età. Quello che si va a creare è infatti un legame che li rende asociali, e preoccupa, perchè è in continuo aumento, specie tra i giovanissimi delle scuole elementari.

Non si tratta tuttavia di una sindrome simile a quella di Hikikomori, anche se ha aspetti patologici comuni come la dipendenza dalla rete. Quella da videogiochi dà infatti adrenalina, ma dà anche un ruolo che fa sentire grandi. Per evitare che questo succeda, occorre che i genitori siano consapevoli dei giochi utilizzati dai figli, che dovrebbero poter accedere solo a quelli giusti per ogni età.