Co-housing, una serata in A-off per capirne di più

Secondo appuntamento con gli Happy Garden di A-off. Giovedì 19 settembre, negli spazi della Service Design Agency di Vicoletto Valle 3, una serata per conoscere meglio il vivere comunitario.

Continuano gli Happy Garden di A-off, appuntamenti mensili a tema service design, per cogliere spunti e creare opportunità rispetto a tematiche sensibili alla cittadinanza. Giovedì 19 settembre, dalle 19:30 alle 22:00, è in programma una serata per parlare di co-housing, cercando di capire meglio cosa sia l’abitare collaborativo.

Ne abbiamo parlato con Marianna Zocca, fondatrice di A-off e service designer.

«Da luglio creiamo questi eventi aperti alla città in cui parliamo di un tema di progettazione, per avvicinare chi è interessato ma anche chi è distante da questo tipo di argomenti. Il format prevede sempre uno speech con un esperto di settore che racconta un case study ed un laboratorio esperienziale di facilitazione per far poi sperimentare il tutto. Giovedì parleremo di abitare collaborativo».

La pratica, ci rivela Marianna, è già molto diffusa a Milano ma  a Verona deve ancora partire. Piccoli movimenti si hanno nella bassa veronese, con qualche progetto di agri-villaggio.

«Dietro al co-housing c’è solitamente un’impresa immobiliare che decide di destinare un condominio, o comunque una zona ampia, a una realtà abitativa dove chi partecipa ha una parte di abitazione privata e una condivisa. A Verona sto spingendo perché, ad esempio, partano progetti nelle contrade disabitate. Il cosa condividere si sceglie in fase progettuale con i nuclei familiari che vi andranno poi ad abitare, è sempre una co-progettazione con i futuri abitanti, fatta insieme ad architetti e a service designer facilitatori».

«Pensiamo, ad esempio, a qualcuno con il desiderio di avere un orto, impegno che da solo non potrebbe sostenere. Qualcuno però fuori età per una condivisione con studente: ecco che questa diventa la sua dimensione ideale. Inoltre, una volta entrati in un progetto di co-housing, la comunità ha strumenti per sostenere la convivenza, come, ad esempio, degli psicologi. Il tutto diventa infatti come una vita di quartiere amplificata e impegnativa, con la possibilità che ci creino situazioni difficili da vicinato».

Giovedì 19 settembre a parlare di questo tipo di progettualità ci sarà Roberta Conditi, service designer e project manager di Fondazione Housing Sociale. Porterà un caso concreto, il progetto Cenni di Cambiamento che sta portando avanti a Milano.

A seguire si entrerà nella dimensione di “fare comunità” grazie alla musica come pratica sociale di Mauro Faccioli, facilitatore musicale di drum circle e  musicoterapeuta. I biglietti per l’incontro di giovedì sono disponibili qui.

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