L’evento dedicato al mondo dell’alternanza scuola-lavoro, giunto alla sua quinta edizione, ha visto intervenire nove relatori afferenti al mondo della scuola e del lavoro, che si sono confrontati sulle criticità, i vantaggi e le prospettive future dell’ASL, che ora con il recente decreto n.774/2019 del Miur ha cambiato nome in “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”.

Una modifica frutto di un iter ministeriale ancora in evoluzione avviato dall’ex ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che però, nonostante il taglio del monte ore minimo e la riduzione dei fondi per le scuole, vede concordi dirigenti scolastici e docenti sulla positività dell’esperienza, sia dal punto di vista degli studenti che da quello delle imprese. A confermarlo è stato anche l’intervento video dell’assessore regionale veneto all’Istruzione Elena Donazzan, che ha sottolineato i risultati dei cosiddetti PCTO riguardo un miglioramento dell’apprendimento nelle materie tecniche e della condotta.

Un’esperienza mutata nella forma, quindi, ma non nella sostanza che, solo nell’ultimo triennio, in Veneto, ha coinvolto 115mila studenti e ben 43mila imprese del territorio, dove i ragazzi hanno potuto acquisire competenze trasversali e ricevere un adeguato orientamento lavorativo.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti del presidente della Camera di Commercio di Verona, Giuseppe Riello, a cui ha fatto seguito la prima parte del convegno con gli interventi di: Albino Barresi, Dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Verona, Mario Bonini, Coordinatore dei dirigenti scolastici, Gabriela Piccoli, Preside dell’ITI G. Marconi e Claudio Cioetto, Vicepresidente di Apindustria Verona.

Nel corso della seconda parte, più tecnica, hanno invece parlato: Pietro Scola, Referente ASL CCIAA Verona, Tullio Pierannunzi, Referente ANPAL Servizi, Lisa Conforto, Direttore COSP Verona, Giorgia Bissoli, Responsabile progetto Alternalab di Verona Fablab e Giovanni Gasparin, Megahub Schio.

Dott. Albino Barresi, Dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Verona

«È cambiato il nome, indubbiamente, ma la sostanza rimane quella di un’attività di orientamento per le competenze. Giustamente la terminologia nuova dà l’idea che l’esperienza deve essere un orientamento per i ragazzi verso il futuro impegno nel mondo del lavoro e anche nel quadro europeo delle competenze. Sicuramente il problema di aver diminuito le ore all’inizio ha portato qualche piccola discrasia, ma il bilancio è estremamente positivo, sia in termini di presenza degli studenti sia in termini di aziende, enti, associazioni che hanno dato una mano in questo senso e sono state molto collaborative. Di esperienze significative ne sono state fatte tante, per cui credo che si proseguirà bene, magari puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità del tempo».

Dott. Tullio Pierannunzi, Referente ANPAL Servizi

«ANPAL ha contribuito alla realizzazione e all’avvio di questa convenzione che è stata fatta tra ANPAL e il Ministero dell’istruzione e della ricerca. ANPAL è un’agenzia tecnica del Ministero del Lavoro e in quanto tale supporta le istituzioni nell’attuazione delle politiche attive del lavoro oltre naturalmente essere chiamata in causa per l’implementazione dell’alternanza scuola lavoro. Certamente la trasformazione dell’alternanza in PCTO e la riduzione del monte ore non è stata accolta molto favorevolmente e ha un impatto forte anche per i soggetti ospitanti. Per quanto riguarda il cambio di comunicazione possiamo dire che forse questo ha dato molta più enfasi sicuramente allo spirito iniziale dell’alternanza scuola lavoro, cioè quello dell’orientamento e dello sviluppo delle competenze trasversali».

Dott. Claudio Cioetto, Vicepresidente Apindustria Verona

«L’alternanza è sicuramente è un modo opportuno e intelligente per permettere ai nostri ragazzi di conoscere aziende e per le aziende stesse fare in modo di conoscere i ragazzi. L’importante è entrare in sinergia con le scuole, capire cosa vogliono e le scuole, a loro volta capiscono quello che noi vogliamo da loro. La difficoltà sta anche nel fatto che tante volte le aziende non sono abbastanza strutturate da riuscire ad accogliere tanti ragazzi contemporaneamente quindi le possibilità sono limitate dal punto di vista numerico. Per noi, però, questi ragazzi sono un punto di riferimento, perché sono i giovani che poi un domani manderanno avanti le nostre aziende sia dal punto di vista tecnico operativo che da quello amministrativo».

Prof. Gabriella Piccoli, Preside dell’ITI G. Marconi

«Con le nuove modifiche è cambiata la quantità di ore che sono destinate a quella che prima era l’alternanza scuola lavoro: erano 400 nel triennio. Adesso sono diventate minimo 150. Non cambia forse quella che è la filosofia di fondo, la valenza orientativa e di sviluppo per le competenze trasversali. Sicuramente c’è una riduzione notevole delle ore che però poi le scuole possono scegliere di aumentare. Ovvio che i finanziamenti sono minori rispetto a prima e quindi bisogna fare i conti anche con quelli. Dal punto di vista dei tutor, anche prima gli insegnanti avevano questo ruolo, ma ora si punta maggiormente al coinvolgimento di tutto il consiglio di classe, il che è assolutamente positivo».

Dott.ssa Lisa Conforto, Direttrice COSP Verona

«Come COSP proponiamo sempre delle attività in linea con quelle che sono le esigenze delle scuole che sono molto diversi rispetto ai diversi indirizzi che propongono con una forte attenzione sul mondo delle imprese. Noi ci siamo sempre posti un po’ come ponte tra questi due mondi e l’intento è proprio quello di soddisfare da una parte le esigenze e le richieste che arrivano dal mondo delle imprese in termini di nuove competenze, nuove professioni e la curiosità di sperimentare delle scuole. Devo dire che di soddisfazioni ne abbiamo avute molte: le attività di orientamento sono fondamentali non solo a scuola ma poi anche nel proprio percorso di vita».

Dott. Giovanni Gasparin, Megahub Schio

«Noi presentiamo quello che abbiamo fatto a Schio, un progetto insieme a Verona Fablab e altri casi specifici. Abbiamo sempre delle aziende, tutor aziendali che vengono a chiedere progetti e noi formiamo i ragazzi in base ai loro corsi studio e poi presentiamo dei prototipi innovativi: abbiamo creato un braccio robotico, delle colonnine meteo, delle turbine per far elettrificare alcune opere artistiche. I progetti continuano, abbiamo nuove aziende e nuovi studenti che arriveranno l’anno prossimo (più o meno ne avremo una sessantina)».

Dott.ssa Giorgia Bissoli, Responsabile progetto Alternalab di Verona Fablab

«Alternalab prosegue per il nuovo anno scolastico e abbiamo già aperto convenzioni e coinvolto nove scuole diverse tra istituti tecnici e istituti professionali. L’idea di quest’anno è quella di offrire dei pacchetti di esperienze laboratoriali in diversi ambiti tra cui robotica, Internet of Things, sartoria digitale e l’obiettivo è quello di riuscire a orientare questi ragazzi, fargli fare delle esperienze per acquisire competenze in ambito digitale che è quello che cerca di fare un Fablab, e anche soft skill che possono essere utili nella vita di tutti i giorni nel mondo del lavoro. Le soddisfazioni maggiori stanno nel fatto che i ragazzi nonostante abbiano ammesso che il percorso era molto molto impegnativo hanno proseguito e portato a termine il percorso».