Premio Natale Ucsi 2019, consegnati i riconoscimenti

«Raccontate “buone notizie” e smascherate le parole false», aveva detto, appena qualche mese fa, Papa Francesco, a una delegazione di giornalisti dell’Ucsi nazionale, ricevuta in udienza per il sessantesimo anniversario di fondazione di quest’ultima. Un invito raccolto - ovvero un impegno rinnovato - anche nel corso del Premio giornalistico nazionale “Natale Ucsi 2019”, promosso dall’UCSI-Unione Cattolica…

«Raccontate “buone notizie” e smascherate le parole false», aveva detto, appena qualche mese fa, Papa Francesco, a una delegazione di giornalisti dell’Ucsi nazionale, ricevuta in udienza per il sessantesimo anniversario di fondazione di quest’ultima. Un invito raccolto – ovvero un impegno rinnovato – anche nel corso del Premio giornalistico nazionale “Natale Ucsi 2019”, promosso dall’UCSI-Unione Cattolica Stampa Italiana, sezione di Verona, di cui sabato, nella Sala Arazzi di Palazzo Barbieri, si è tenuta cerimonia di premiazione.

Il premio gode del sostegno di Fondazione Cattolica Assicurazioni (per la quale era presente il segretario generale Adriano Tomba), la partecipazionedi Banco BPM (presente Piergiorgio Zingarlini) e il patrocinio di Ucsi nazionale, Comune di Verona, Ordine Nazionale dei Giornalisti (presente il consigliere Lucio Bussi), Ordine dei Giornalisti del Veneto (presenti il presidente Gianluca Amadori e il tesoriere Giovanni D’Alessio), cui si aggiunge l’apporto della società editrice Athesis e dell’Ufficio Regionale Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale del Triveneto.

Sul podio della XXV edizione i giornalisti Edoardo Rosati del settimanale Gente (Premio Ucsi -Fondazione Cattolica alla Stampa); Matteo Spicuglia del Tgr Rai, vincitore del Premio Ucsi – Fondazione Cattolica alla Televisione in ex aequo con Antonella Ferrara di TV2000Azzurra Meringolo Scarfoglio del Gr1 – Rai (Premio Ucsi – Fondazione Cattolica alla Radio), per la quale ha ritirato il premio Elisa Gianni, assistente di Direzione del Festival dei Diritti Umani.

E ancora: Giulia Paltrinieri e Lorenzo Pedretti, collaboratori del quotidiano La Stampa (premio speciale under 30 Targa Athesis), Laura Galimberti, collaboratrice del periodico Il Santo dei miracoli (premio speciale Il genio della donna – Banco BPM). Mentre il Premio speciale della Giuria “Giornalisti e società-la professione giornalistica al servizio dell’uomo”, è andato al giornale e progetto sociale Scarp de’ tenis, diretto da Stefano Lampertico. 

L’operosità della società civile nei contesti della disabilità, dell’accoglienza, del riconoscimento dei diritti civili e valorizzazione della dignità umana, sono i temi che hanno connotato questo importante anniversario del Premio, al quale hanno partecipato 165 candidati da tutta Italia.

«La giuria ha premiato storie nelle quali aldilà della responsabilità individuale è emerso un agire sociale che testimonia una operosità diffusa di bene – commenta il presidente di Ucsi Verona Stefano Filippi – Gli autori dei pezzi e dei servizi hanno rivelato una grande capacità di cogliere un bisogno reale, ovvero quello di comunicare il grande mare sommerso della solidarietà. Nelle storie che abbiamo premiato, le iniziative solidali si allargano a coinvolgere altre persone e settori sociali».

«In 25 anni sono cambiate tante cose – ha aggiunto don Bruno Cescon, presidente della Giuria -, non solo gli strumenti della comunicazione, ma anche i contenuti e modalità. Tutto avviene più velocemente. Ma ciò che conta, è che ancora una volta sia emersa la forza della carità. In 25 anni di Premio abbiamo osservato che tanti giornalisti, anche molto noti, hanno dedicato parte del propri tempo a capire e raccontare cosa realmente succedesse ai magrini della nostra società. L’auspicio è che questo sguardo possa proseguire per un altro quarto di secolo, e oltre».

Alle origini del Premio Natale Ucsi nato in riva all’Adige, un’esperienza personale vissuta direttamente dal cofondatore Gianfranco Tommasi: «All’epoca ero un aspirante cronista – ha raccontato – e fui incaricato di intervistare padre Raimondo Calcagno dell’ordine dei Filippini (oggi Venerabile), conosciuto per la sua costante attenzione agli ultimi. Arrivò all’appuntamento tutto trafelato, con una tonaca tutta unta. Gli chiesi dove era stato. “A far il ben che si fa ma non se dise”, rispose». Da quella affermazione, spiega il giornalista veronese, «capii che storie come questa, e quelle conosciute dal padre Raimondo, dovevano trovare più voce sui giornali, ed essere comunicate come esempi di solidarietà contagiante. Così, durante un direttivo dell’Ucsi Verona, proposi di creare un riconoscimento per incoraggiare i colleghi giornalisti a scovare questo tipo di fatti, spesso lasciati nell’ombra».

Un’idea prontamente caldeggiata dall’allora presidente dei giornalisti Ucsi scaligeri Giuseppe Faccincani, capocronista del quotidiano l’Arena, alla cui memoria è intitolato il Premio. «Anche se, inizialmente, ci sembrò una sfida insostenibile – ricorda Maria Fiorenza Coppari, cofondatrice del Premio e attuale presidente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine giornalisti del Veneto – in quanto in quel momento, parlare di buone notizie era davvero in controtendenza. I giornali erano incalzati dalle televisioni, e per reggere la concorrenza, prediligevano notizie di forte impatto, in cui quelle contenenti messaggi positivi non erano annoverate». Ma la longevità del Premio racconta tutt’altra storia. E cioè che, «nel nostro piccolo, ci avevamo visto bene. Nel tempo, i colleghi che hanno abbracciato questo approccio sono aumentati, e diverse testate stanno promuovendo progetti editoriali che prediligono la cronaca del bene».

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