La piccola, improvvisa rivoluzione del “fare insieme”

Realizzare tavoli e sedie favorendo relazioni tra richiedenti asilo, studenti e cittadini. È questo “Suddenly …home!”, un progetto di socializzazione e integrazione tra generazioni. Dal 14 al 16 giugno laboratori nel giardino di Palazzo Bocca Trezza a Veronetta.

Un progetto, un programma itinerante, una filosofia. A partire da un’azione: costruire con le proprie mani complementi d’arredo che diventano elementi di socializzazione ed integrazione tra generazioni e abitanti del mondo.

«Suddenly …home! significa per noi “fare casa …all’improvviso”. Realizzando insieme sedie e tavoli si costruiscono soprattutto relazioni», esordisce l’architetto Rosalba Ferba, coordinatrice dell’iniziativa cresciuta tra Rovereto, Bolzano e Verona dove dal 2016 si sono svolti vari workshop. Momenti dedicati “al fare” che hanno avuto per protagonisti richiedenti asilo, studenti e cittadini.

«Ad ispirarci è stato Enzo Mari, designer che nel 1974 raccolse nel libro Autoprogettazione una serie di progetti, mettendoli gratuitamente a disposizione di chiunque avesse voluto realizzarli», chiarisce. La sua provocazione è divenuta un manifesto del design ancora attuale che si può sintetizzare in una frase: «Tutti devono progettare: in fondo è il miglior modo per non essere progettati».

Sedie e tavoli di legno che si assemblano nel corso dei laboratori artigianali (con tanto di kit lasciati ai partecipanti per trasferire l’esperienza vissuta) diventano simboli di convivialità, della capacità di stare insieme e dare concretezza alle proprie abilità. Pure con appagamento: «Per chi non si è mai posto il problema di come costruire le cose, è una piacevole scoperta riuscire a realizzare qualcosa con le proprie mani», evidenzia Giovanni Rozio. «Lavorare a un comune progetto innesca la scintilla che può dare vita a una piccola rivoluzione o comunque induce le persone alla riflessione», sottolinea il designer veronese, parte del team operativo di Suddenly …home che è composto anche da Francesca Bonadiman, Alberto Merigo, Margherita Tezza e Matteo Chinosi.

Pezzi di legno tagliati a misura vengono scartavetrati, inchiodati, incollati. «Operazioni semplici, in cui tutti possono cimentarsi, diventano fonte di gratificazione. E, come voleva Enzo Mari, possono indurre a una nuova capacità critica di osservazione delle cose che ci circondano», sostengono i componenti del gruppo. Dal 14 al 16 giugno, poi ancora a settembre con le stesse modalità, sono previsti laboratori nel giardino di Palazzo Bocca Trezza a Veronetta. Gli appuntamenti si svolgono nell’ambito del progetto #tuttalamiacittà promosso dal Centro servizio per il volontariato (Csv) di Venezia e Verona con l’università Iuav di Venezia e realizzato in partenariato con le associazioni Le Fate Onlus, Energie Sociali, Dhub, Recup, Veronetta 129.

L’altro impegno di Suddenly …home è la rigenerazione urbana. Il team è coinvolto nel progetto Ri-Generazioni, finanziato da Fondazione San Zeno e Comune di Verona con partner capofila l’associazione Le Fate. In particolare guiderà un gruppo di abitanti nella realizzazione di decorazioni a terra con vernice e piccoli manufatti in legno a forma di casetta per lo scambio di libri presso il giardino di via Abba a Borgo Trento. Gesti di creatività finalizzati a migliorare la qualità del contesto urbano, a favorire occasioni di incontro, a trasferire buone pratiche che possano magari innescare azioni future.

«Si tratta di interventi di abbellimento, di riqualificazione leggera e facile da attuare in laboratori pratici con il coinvolgimento attivo e la partecipazione dei cittadini del quartiere, quello che viene chiamato tactical urbanism – concludono –. Richiamando il pensiero di Enzo Mari, il messaggio che ci guida è progettare per non essere progettati. Perché la cura dello spazio può coincidere con la cura di sé e viceversa. Sarebbe bello se questo nostro pensiero contagiasse la città.».

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