Igino Facchinetti, un carabiniere di cent’anni

Questa mattina i Carabinieri di Verona hanno incontrato Igino Facchinetti nel giorno del suo centesimo compleanno. Nato a Roverchiara nel 1920, anche lui è stato carabiniere.

Igino Facchinetti - Carabinieri

Questa mattina, domenica 9 febbraio, i Carabinieri di Verona hanno incontrato Igino Facchinetti nel giorno del suo centesimo compleanno. Nato a Roverchiara nel 1920, anche lui è stato carabiniere.

È stata celebrata una messa di ringraziamento nella sede della Congregazione dei Padri Venturini di Zevio, a cui hanno partecipato i familiari (due figlie e nipoti della compianta moglie) e rappresentati dei carabinieri in servizio e della sezione locale dell’associazione nazionale carabinieri in congedo, un foltissimo gruppo di conoscenti, amici e compaesani. A rendere omaggio all’ex carabiniere anche il sindaco di Zevio Diego Ruzza.

Per celebrare la ricorrenza, il colonnello Pietro Carrozza, Comandante Provinciale di Verona, ha consegnato al festeggiato un “crest” dell’Arma dei Carabinieri, accompagnato da una lettera, donato dal Comandante Generale dell’Arma, il generale di corpo d’armata Giovanni Nistri.

Nella lettera il Comandante Generale ha espresso sentimenti di sincera gratitudine per l’onorato servizio reso nell’Istituzione, in un periodo di profondi sconvolgimenti causati dalla guerra in atto. La commozione da parte dell’anziano Carabiniere è stata palpabile. I figli e i nipoti, presenti all’emozionante incontro, hanno ringraziato l’Arma dei Carabinieri per l’iniziativa e hanno voluto sottolineare come la vita del proprio congiunto sia stata caratterizzata negli anni dalla semplicità, dalla rettitudine, dal senso del dovere e dal forte legame con la famiglia.

A onorare il centenario, sono stati inviati telegrammi da parte del Comandante Interregionale “Vittorio Veneto” generale di corpo d’armata Enzo Bernardini, dal Presidente Nazionale Anci generale di corpo d’armata Libero Lo Sardo e dal presidente nazionale Combattenti e Reduci Sergio Paolieri.

Igino Facchinetti

Igino Facchinetti nasce a Roverchiara il 9 febbraio 1920. L’8 Maggio 1947 sposa la signora Norma, conosciuta durante il servizio svolto a San Bonifacio, e dalla loro unione nascono due figlie, Annalisa e Luisanna.

Ha partecipato alla seconda guerra mondiale. Il 16 marzo 1940 è chiamato alle armi. Dopo poche settimane di addestramento nella 11esima Compagnia Cannoni del 232mo Reggimento di fanteria da montagna della Divisione Brennero, arriva l’ordine di posizionarsi dapprima sul Moncenisio e successivamente in Albania per la guerra contro la Grecia.

Igino è colpito dalla malaria, si salva, ma la malaria resterà per molti anni sotto traccia del suo corpo. Il 28 gennaio 1943 si arruola nell’Arma dei Carabinieri, dove dopo avere frequentato il corso a Roma viene trasferito alla Legione di Verona, dove si sta organizzando un gruppo destinato a Trieste e Gorizia per la custodia dei campi riservati ai militari che tornano dal fronte e devono trascorrere la quarantena, per le malattie contratte dai soldati sui vari fronti.

Il campo dove si svolge il suo servizio è a Muggia in provincia di Trieste. La dura vita di guerra gli riserva una brutta sorpresa: una bronco polmonite acuta per la quale viene ricoverato all’Ospedale di Trieste con febbre alta, inappetenza e debolezza fisica. Vince la malattia e, dopo 40 giorni di convalescenza, viene di nuovo assegnato a Verona.

La sua destinazione da Carabiniere è a San Bonifacio, poi a Mezzane ed infine a Malcesine, dove termina il servizio il 12 novembre del 1945, facendo ritorno a Isola Rizza per sostenere la famiglia. Diversi sono stati i riconoscimenti e le decorazioni attribuitegli, tra questi si ricordano la “croce di guerra al valor militare”.

Partecipa al concorso di vigile urbano al Comune di Zevio, dove presterà servizio fino al 1978, anno del suo collocamento a riposo.

Nel 1961 fonda a Zevio la sezione dei carabinieri in congedo e ne è presidente per tanti anni. Viene eletto membro del Direttivo provinciale della Associazione nazionale Combattenti e Reduci. È tutt’ora presidente della sezione combattenti di Zevio.

Nel 1990 riceve dall’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, l’Onorificenza di Cavaliere delle Repubblica.

A dispetto dell’età, è un arzillo signore e il segreto della sua longevità, dice, è proprio quello di tenersi costantemente occupato giocando a briscola e tresette in famiglia, lettura del giornale e tanta tv, e non pensare eccessivamente al futuro.

Alla ricorrenza si sono uniti il presidente ed alcuni membri della sezione saluzzese dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, della quale il militare è socio onorario.

Lucido e sereno, il centenario ricorda tutto della sua vita. Dotato di una forte tempra, ha superato le drammatiche esperienze della guerra e della prigionia nazista.