Fondo Alto Borago, appello e raccolta fondi per preservare l’area collinare

È nato a Verona il Fondo Alto Borago, un sogno tra passato e futuro all’insegna della natura incontaminata e della sua varietà, per salvare una vasta area collinare dall’ennesima trasformazione depauperante in vigneto del territorio veronese.

Un Fondo per preservare una Zona Speciale di Conservazione (ZSC), in teoria già protetta dalla Legislazione dell’Unione Europea, ma di fatto sotto attacco del business del vino che in passato ha già tentato il colpo della “trasformazione fondiaria” e ora punta all’acquisto a un prezzo stracciato.

In vista dell’Asta Giudiziaria in seguito al pignoramento di un’area di circa 38 ettari al confine tra il Comune di Negrar e quello di Verona, zona già massivamente vittima di vinificazione con gravi trasformazione di pendii ed ecosistemi, si è costituito un comitato promotore che mira a far conoscere ai veronesi, e non solo, la ricchezza in biodiversità di luoghi magici a due passi dalla città, fra le proprietà Masetto Basso, Romitorio, Masetto Alto, fondo del vajo Borago e abitato di Montecchio, compresa l’incantevole arena naturale raggiungile sia partendo dal basso, risalendo da Avesa, che dai masi che, ancora più in alto, da Montecchio.

Per far sì che resti un bene comune a servizio della collettività, proteggendo habitat e specie a rischio di estinzione, è stata immaginata per l’area collinare situata a nord ovest del SIC Borago-Galina una gestione dal basso, sotto la guida di autorevoli esperti di fama, per garantire negli anni a venire “il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario”, proprio come prevede anche la Direttiva 92/43/CEE “Habitat”.

La “proprietà collettiva” ripropone antiche usanze in vigore nei nostri territori fin dal primo millennio d.C., guarda al presente con l’esigenza sempre più diffusa tra la popolazione di riappropriarsi di un rapporto più sano e profondo con la natura, mira a un futuro in cui si potrà addirittura incrementare la presenza delle già numerose specie, anche rare e rarissime, di fiori, arbusti, alberi, uccelli, mammiferi, rettili, insetti, farfalle presenti nei diversi habitat del Fondo Alto Borago. L’area si caratterizza già per la presenza di numerose classificazioni ambientali, tra cui bosco ceduo, castagno frutteto, seminativo arboreo, prato, prato arboreo, incolto produttivo. Oltre a una maggioranza di aree boscate con predominanza di orno-ostrieto, con presenza talvolta diffusa di numerose altre essenze (carpino bianco, faggio, orniello, roverella, tasso, nocciolo, ecc.), restano ampie zone prative in passato dedicate alla semina di cereali e al pascolo, che dopo l’abbandono si sono evolute in prati aridi, con presenza di alcune specie di orchidee selvatiche fra le quali anche Himantoglossum adriaticum, oltre a Pulsatilla montana e Paeonia officinalis.

A un Comitato Scientifico verrà affidato il compito di indicare ai volontari del Fondo gli interventi necessari per una buona conservazione degli habitat e delle specie presenti e di stabilire le possibili attività, nel rispetto della natura, praticabili. Ci saranno boschi incontaminati; percorsi naturalistici aperti a tutti, tra cui il famoso sentiero europeo E5 che arriva fino in Germania, e che attraversa da nord a sud tutta l’area del Fondo; le aree prative saranno gestite con una attenta rotazione del pascolo; verrà ricreata un’area seminativa che da decenni è stata abbandonata.

Affinché questo sogno diventi realtà, è stato costituito il Fondo Alto Borago, un fondo ad hoc con un conto corrente dedicato presso Banca Etica, con il notaio Maria Elena Di Palma a fare da garante e con l’assistenza legale dell’avv. Stefano Dindo.

Il comitato promotore e l’Associazione Il Carpino, promotrice principale, con tutte le associazioni del territorio, che già si sono unite e che vorranno unirsi in questa avventura, gruppi e fondazioni, così come singoli cittadini, cooperative, aziende, produttori, sono chiamati a partecipare con una donazione.

Per proteggere l’area, oggetto di Asta Giudiziaria in seguito al pignoramento dei terreni intervenuto alla fine del 2014, bisogna, infatti, raccogliere una cifra importante in un periodo economicamente non facile. Una cifra che però, considerata da tutt’altra ottica, è assai appetibile in base al valore di mercato, per chi dispone di mezzi e ambizioni di espansione a oltranza della produzione vitivinicola. Il prezzo base della nuova asta sarà, infatti, di 360.000.00 €, con offerta minima 270.000,00 € e il deposito minimo di circa 35.000 come condizione per partecipare.

Chiunque potrà partecipare alla costituzione del fondo, anche con piccole cordate, per raggiungere la quota minima di € 1.000, da far versare a un rappresentante. Le donazioni saranno, inoltre, fiscalmente detraibili, mentre le quote saranno restituite nel caso non si potesse realizzare l’iniziativa. Chi donerà contributi inferiori alla quota minima di € 1.000 andrà, invece, a contribuire alle spese di gestione, ma senza diritto a risarcimento.

Il sogno di avere un’area protetta a vantaggio di tutti tra la Val Galina e il Progno Borago, subito fuori la città di Verona, salvaguardando la ricchezza di ambienti e di specie anche rare, ha adesso bisogno di tutti.

Per maggiori informazioni scrivere all’indirizzo fondoaltoborago@gmail.com oppure visitare la pagina Facebook.