Referendum 8-9 giugno 2025: per cosa si vota

Redazione

| 27/05/2025
L’8 e 9 giugno si vota per cinque referendum abrogativi su lavoro e cittadinanza: tra i temi licenziamenti, contratti, sicurezza negli appalti e tempi per ottenere la cittadinanza.

L’8 e il 9 giugno 2025 gli italiani sono chiamati alle urne per esprimersi su cinque referendum abrogativi che toccano temi centrali per il Paese: lavoro e cittadinanza. Si vota domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15, in concomitanza con il secondo turno delle elezioni amministrative in molti comuni e regioni.

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Per cosa si vota

I referendum sono tutti di tipo abrogativo: i cittadini dovranno decidere se cancellare (votando Sì) o mantenere (votando No) alcune norme attualmente in vigore. I primi quattro quesiti, promossi dalla CGIL, riguardano il mondo del lavoro e mirano a modificare profondamente il Jobs Act e altre norme su licenziamenti, contratti a termine e sicurezza negli appalti. Il quinto quesito, sostenuto da +Europa e altri comitati, interviene invece sulle regole per ottenere la cittadinanza italiana.

I cinque quesiti nel dettaglio

  1. Reintegro nel posto di lavoro per licenziamento ingiustificato: si chiede di ripristinare la possibilità di reintegro, superando le attuali regole che prevedono solo un’indennità economica.
  2. Eliminazione del tetto agli indennizzi per licenziamenti nelle piccole imprese: si propone di abrogare il limite massimo agli indennizzi, aumentando le tutele per i lavoratori.
  3. Contratti a termine: il quesito mira a contrastare l’abuso dei contratti a tempo determinato, rendendo più difficile il ricorso a forme di lavoro precario.
  4. Sicurezza negli appalti: si chiede di rafforzare la responsabilità delle imprese committenti in caso di infortuni sul lavoro negli appalti.
  5. Cittadinanza: il quesito propone di ridurre da 10 a 5 anni il periodo di residenza necessario per ottenere la cittadinanza italiana.

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Nel dettaglio, le schede saranno di colore diverso per ciascun referendum:

Il quorum: soglia decisiva

Perché il risultato sia valido, è necessario che si rechi alle urne almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto. In caso contrario, anche se vincessero i Sì o i No, il referendum non avrà effetti giuridici e le norme resteranno in vigore. 

Chi può votare e novità per i fuori sede

Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni iscritti alle liste elettorali. Per la prima volta, chi si trova fuori dal proprio comune di residenza per almeno tre mesi per studio, lavoro o motivi di salute potrà votare senza dover tornare a casa, previa richiesta.

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