Chiusura uffici a Verona: Tommasi e Benini incontrano Poste italiane
Il sindaco di Verona Damiano Tommasi, insieme all’assessore al Decentramento, Federico Benini, e ai presidenti delle circoscrizioni interessate, Elisa Dalle Pezze, Riccardo Olivieri e Claudia Annecchini, ha evidenziato le maggiori criticità relative alla prossima chiusura di cinque uffici postali ai responsabili d’area di Poste Italiane, ricevuti a Palazzo Barbieri.
Le situazioni più critiche sono in quartiere Ponte Catena che attualmente conta su un solo bancomat, il Postamat dell’ufficio postale, che serve una popolazione di anziani, in prevalenza. Peserà, poi, maggiormente agli abitanti di Mizzole e Quinzano la chiusura dei locali uffici postali, dato che le due frazioni si trovano in posizione periferica rispetto ad altri quartieri cittadini, dove i servizi postali sono più accessibili.
Per questo il Comune ha chiesto e ottenuto che sia mantenuto attivo a Ponte Catena il postamat adiacente ai locali dell’ufficio postale, fino a che Poste Italiane non ne fornirà uno mobile. Questo sarà posizionato all’interno di un parcheggio comunale del quartiere. Probabilmente uno dei quartieri dove ci sono più anziani e dove il servizio bancomat è indispensabile.
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«Per Mizzole, abbiamo proposto di mantenere l’ufficio postale – ha spiegato l’assessore Benini – che è sito in un immobile di proprietà del Comune, anche a un canone di favore. Abbiamo, però, ottenuto solo l’implementazione dei servizi postali di spedizione nelle due frazioni, con l’impegno delle Poste a adottare convenzioni con soggetti terzi, come bar e tabaccherie per la creazione di Punti Lis».
Le rete di Punti Lis, molto capillare a Verona con 136 Punti Lis e 72 Punto Poste, offre, oltre ai servizi di spedizione, una serie di servizi digitali come i pagamenti di bollettini o ricariche telefoniche, ma anche l’emissione e gestione di carte prepagate e soluzioni per accettare i pagamenti per gli esercenti.
Poste Italiane è un soggetto privato, una spa, che agisce in autonomia. Il piano di razionalizzazione si adegua non solo a criteri economici, ma anche a una valutazione dei cambiamenti delle abitudini degli italiani, sempre più orientati ai servizi digitali e all’utilizzo della app di Poste Italiane.
Infine, sarà mantenuto operativo anche il postamat dell’ufficio postale di via Vasco Da Gama.
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«Come amministrazione – sottolinea il Sindaco Tommasi – abbiamo chiesto e ottenuto la salvaguardia di alcuni servizi e l’implementazione di quelli offerti dalle sedi esistenti, con ad esempio il servizio di rilascio dei passaporti. Un servizio apprezzato, che ha ridotto notevolmente i tempi di emissione di tali documenti. È un impegno in linea con l’attenzione ai servizi di prossimità per cittadini dell’amministrazione comunale».
«Ricordo – conclude Benini – che in due anni Verona è passata da un solo ufficio demografico, in via Adigetto, a ben quattro uno in borgo Roma, uno a san Michele e uno tra borgo Milano e il quartiere Stadio».
Come comunicazione di Poste Italiane, a seguito del Piano Strategico 2024 – 2028, a partire da lunedì 7 ottobre chiuderanno gli uffici postali di
- Verona 3 (Via San Nazaro, 18),
- Verona 30 (Via Vasco De Gama,11),
- Verona Interporto (Via Sommacampagna, 61),
- Verona 22 (Via Degani, 1),
- Mizzole (Via Emanuele Nicolini, 6).
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