Veneto: modello italiano per prevenzione e cura di tumori

Presentata stamattina I numeri del cancro in Italia 2017, la ricerca condotta dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica, dall’Associazione Italiana Registri Tumori e dalla Fondazione AIOM, che testimonia il virtuosismo del Veneto nella prevenzione e nella cura del cancro. L’Assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, si è detto orgoglioso dei risultati ottenuti grazie ai costanti investimenti…

Presentata stamattina I numeri del cancro in Italia 2017, la ricerca condotta dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica, dall’Associazione Italiana Registri Tumori e dalla Fondazione AIOM, che testimonia il virtuosismo del Veneto nella prevenzione e nella cura del cancro. L’Assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, si è detto orgoglioso dei risultati ottenuti grazie ai costanti investimenti nel settore farmaceutico-oncologico.

Una ricerca da cui il Veneto ne esce come una regione virtuosa, quella riportata nella ricerca I numeri del cancro in Italia 2017, presentato stamattina all’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. Lo studio, realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e dalla Fondazione AIOM, è una vera e propria fotografia della “situazione cancro” in Italia con alcuni focus regionali.

Il Veneto sul fronte dei tumori, supera la media nazionale sulla sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi: il 60,7% degli uomini e il 66,3% delle donne (contro il 54% degli uomini e il 63% delle donne su scala nazionale). Anche per quanto riguarda la prevenzione, il Veneto si conferma regione modello, soprattutto per le neoplasie più frequenti: nel 2016 il 79% dei cittadini ha fatto il test di prevenzione per il tumore del colon retto, più del doppio della media nazionale, ferma al 36%. Il 63% delle donne si è invece sottoposto allo screening per il tumore dell’utero, anche in questo caso doppiando la media italiana del 30%. Donne venete record anche per la prevenzione del tumore alla mammella, effettuata dal 64% di loro contro il 44% in Italia.

«In Veneto abbiamo rinunciato a porre qualsiasi tetto alla spesa farmaceutica oncologica e investiamo senza sosta in nuove tecnologie di diagnosi e cura. – ha dichiarato l’Assessore alla sanità della Regione Veneto Luca Coletto – È una scelta di civiltà che rivendichiamo e che contribuisce in concreto all’aumento delle guarigioni, perchè permette di rendere disponibili i farmaci anticancro innovativi e le macchine più moderne a tutti i pazienti. Da molti anni – ha aggiunto Coletto –  si parla di Reti Oncologiche Regionali, ma solo poche Regioni, tra cui il Veneto, le hanno attivate in concreto. La Rete Oncologica Veneta (ROV) permette a tutte le Oncologie della Regione di lavorare insieme in un unico team che assicura a tutte le persone la stessa qualità di prestazioni, diagnosi e cura. In caso di necessità, il paziente viene indirizzato al centro più adatto in base alla specifica neoplasia».

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