Vardirex 2018, missione compiuta
Si è concluso ieri pomeriggio a Caprino Veronese la Vardirex 2018, l’esercitazione che ha impiegato centinaia di uomini della Protezione Civile e dell’esercito per testare la gestione congiunta di una situazione di emergenza. Presenti i vertici dell’esercito, dell’Associazione Nazionale Alpini e della Protezione Civile.
Quattro giorni di esercitazioni per simulare una situazione di emergenza e verificare sul campo le possibilità di impiego nella gestione delle pubbliche calamità. Questo è stato lo scopo della Vardirex, la maxi esercitazione che ha visto operare insieme protezione civile ed esercito, in particolare gli uomini dell’Associazione Nazionale Alpini, e che si è conclusa ieri pomeriggio a Caprino Veronese.
L’esercitazione, operata in tre regioni d’Italia contemporaneamente, ha visto impegnati 800 uomini e donne che hanno così testato l’interoperabilità tra civili e militari nella gestione di un’emergenza con sei morti e 30 feriti. Tra i presenti, ieri, per l’atto conclusivo, l’assessore regionale alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, il capo Dipartimento della Protezione Civile dottor Angelo Borrelli e il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini l’ingegnere Sebastiano Favero.
“Esercito e volontari sono elementi fondamentali del complesso sistema di Protezione Civile del nostro Paese. Nel corso dell’esercitazione ne abbiamo verificato le capacità di integrazione riscontrando un’ottima sinergia”, ha affermato Bottacin.
“I volontari dell’Ana rappresentano una componente fondamentale della nostra protezione civile – ha aggiunto l’assessore –, quelli del Veneto poi sono un esempio a livello nazionale non solo per il loro numero, il più rilevante d’Italia in proporzione agli abitanti, ma anche per la preparazione e professionalità”.
“Sono convinto – ha concluso Bottacin – che, come abbiamo proposto con il mio progetto di legge approvato dal Consiglio regionale e ora calendarizzato per la discussione in Parlamento, reintrodurre almeno sei mesi di servizio obbligatorio da svolgere nell’esercito o nel volontariato di protezione civile sarebbe quanto mai utile per una crescita umana a livello personale per chi compie il servizio, ma anche per avere forze fresche sempre pronte in caso di eventi calamitosi o altre necessità”.
Nei prossimi giorni seguirà materiale più dettagliato.
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