Valeggio sul Mincio candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028 con il supporto di DVG
Redazione
Un’eredità da lasciare al territorio. Un esempio di collaborazione, di condivisione e di un’unità che nel concreto fa davvero la forza. È così che ieri, nella Sala Consiglio della Camera di Commercio di Verona, è stata presentata la candidatura di Valeggio sul Mincio a Capitale Italiana della Cultura 2028.
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Quella del comune veronese non è infatti una corsa in solitaria verso un importante riconoscimento, ma un percorso intrapreso grazie al supporto operativo di Destination Verona & Garda Foundation, che affianca la squadra della candidatura mettendo a disposizione strumenti, competenze e una visione di sistema.
«Abbiamo creduto fin da subito in questo progetto – ha spiegato Paolo Artelio, presidente di Destination Verona & Garda Foundation – perché Valeggio rappresenta bene l’idea di un territorio che cresce se lavora insieme. Il nostro contributo è pratico, non solo consultivo: aiutiamo a costruire un’offerta coordinata e a inserirla dentro un sistema più ampio, quello della destinazione Verona-Garda. In questo modo Valeggio può contare su una struttura che non ha a disposizione nessuno degli altri candidati».
Accanto al Presidente, in conferenza stampa, sono intervenuti, il Direttore Luca Caputo, il Sindaco di Valeggio sul Mincio Alessandro Gardoni e la direttrice del progetto di candidatura Daniela Cavallo.
I fronti di lavoro di DVG
Nel percorso della candidatura, Destination Verona & Garda Foundation lavora su tre fronti principali.
- Il primo è il coordinamento dell’offerta turistica: la Fondazione aiuta a mettere in rete strutture, attrazioni culturali, percorsi naturalistici ed esperienze, così che il dossier possa presentare un sistema coerente e già pronto a essere promosso.
- Il secondo intervento riguarda la progettazione di prodotti e pacchetti territoriali: DVG fornisce supporto per integrare le proposte di Valeggio con quelle degli altri Comuni soci, valorizzando punti di forza come il Parco del Mincio, i borghi storici, la gastronomia e la rete degli eventi. Questo permette di strutturare un’offerta acquistabile e adatta a target diversi, andando oltre la semplice lista di iniziative.
- Infine, i numeri. «Dvg – ha spiegato il suo direttore Luca Caputo- mette a disposizione il proprio sistema di analisi e monitoraggio dei flussi turistici, utile a definire una strategia sostenibile anche in vista di un aumento di visitatori. Grazie ai dati su presenze, spesa e comportamenti dei visitatori, la candidatura può contare su basi misurabili per la gestione futura dei flussi, tema sempre più centrale nelle destinazioni culturali».
A sottolineare quali siano due dei principali punti di forza riconosciuti alla candidatura di Valeggio, la direttrice del progetto Daniela Cavallo. Entrambi i punti fanno riferimento al lavoro di squadra.
In primis, Valeggio sul Mincio è l’unico tra i 25 Comuni finalisti a far parte di una DMO strutturata, di cui per Verona la Destination Verona & Garda Foundation è il braccio operativo.
Unico comune quindi a poter godere di un sostegno concreto.
«Lo abbiamo scritto nel dossier – ha dichiarato la direttrice del progetto Daniela Cavallo – perché essere dentro una DMO significa partire con un vantaggio concreto. Vuol dire appartenere a un territorio che sa fare sistema, che ha un referente unico capace di coordinare, di organizzare e di monitorare i dati turistici. Non è un dettaglio: è la condizione che permette a un progetto come questo di diventare solido e di durare nel tempo».
Cavallo ha inoltre raccontato come Valeggio sul Mincio, oltre alla DVG, possa contare sulla partecipazione di tante altre realtà.
A questo progetto hanno infatti voluto partecipare anche altri Comuni, senza la volontà di apparire protagonisti ma con la convinzione che esista un unico territorio e che questo sia un valore aggiunto e non certo una penalità.
«È stato un segnale importante – ha spiegato – perché questa candidatura non è un’operazione isolata. Valeggio è il fulcro, ma la forza del progetto è la rete che lo sostiene».
Il tema scelto per la candidatura, il Risorgimento, è stato descritto come il filo conduttore di un racconto che è allo stesso tempo storico e simbolico. A partire dalla storia risorgimentale che ha segnato la Valle del Mincio, il progetto propone una lettura contemporanea: un “risorgimento umano e culturale”, dove la cultura diventa leva di crescita, cura del territorio e occasione di dialogo tra comunità.
Ad esprimere soddisfazione per il percorso intrapreso da Valeggio, sul fronte della candidatura e su quello della collaborazione, il Sindaco Alessandro Gardoni.
«La candidatura di Valeggio sul Mincio a Capitale Italiana della Cultura 2028 – ha spiegato Gardoni- ci ha insegnato una verità semplice ma decisiva: da soli si va veloci, insieme si va lontano. La collaborazione con la Fondazione DVG e la Camera di Commercio di Verona nasce proprio da questa consapevolezza. È un gioco di squadra che mette al centro il territorio, le persone e le buone pratiche che stiamo costruendo come comunità allargata. Fare rete significa valorizzare ciò che siamo e generare nuove opportunità, trasformando una visione culturale in un progetto concreto di sviluppo, accoglienza e cura del nostro paesaggio. Valeggio vuole essere un ponte tra istituzioni, territori e generazioni e questa alleanza ne è la prova più forte».
Si entra adesso in una fase cruciale. Nel giro di un paio di settimane dovrebbe infatti essere ufficializzata la lista delle dieci città finaliste.
Destination Verona & Garda Foundation ha poi ricordato come la sua presenza accanto al Comune proseguirà anche in futuro.
“La collaborazione tra Valeggio, DVG e Camera di Commercio di Verona – ha concluso Artelio- segna un passaggio importante verso un modello di sviluppo culturale e turistico che punta sulla cooperazione, sulla visione condivisa e sulla costruzione di un territorio che cresce insieme”.
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