Val d’Alpone: riaperta la chiesetta di Sant’Antonio Abate

Redazione

| 10/06/2025
La chiesa, che sorge su uno sperone basaltico tra i due paesini di Vestenanova e Vestenavecchia, è la più antica dell'alta Val d'Alpone. Prossime visite il 20 e 27 luglio.

Dal 1° giugno, l’antichissima chiesetta di Sant’Antonio Abate è stata riaperta e sarà visitabile per il periodo estivo, dalle 16 alle 19 nei seguenti giorni:

  • Domenica 1 giugno;
  • Domenica 20-27 luglio;
  • Domenica 17-24 agosto;
  • Domenica 7 settembre.

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La chiesa sorge su uno sperone basaltico conosciuto come “la Frata” tra i due paesini di Vestenanova e Vestenavecchia e rappresenta la chiesa più antica dell’alta Val d’Alpone.

Costruita intorno al XII secolo, la chiesetta fu il più importante centro di culto del territorio circostante fino alla successiva edificazione, nel ‘400 circa, della nuova chiesa dedicata ai SS. Zenone e Urbano, che divenne la chiesa parrocchiale di Vestenavecchia.

Nel corso dei secoli, la chiesa di Sant’Antonio Abate conobbe numerosi cambiamenti e migliorie. Già a partire dal ‘500, su iniziativa del vescovo di Verona Giberti, la chiesa, allora trascurata e malamente amministrata, fu ripresa e la situazione regolarizzata.

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Fu anche un importante luogo di riparo e accoglienza, come avvenne durante l’epidemia di peste del ‘600, quando le meravigliose pareti affrescate della chiesa vennero ricoperte da calce viva per sanificare l’edificio e rallentare i contagi. A raccontare questa parentesi della sua storia è il dipinto dell’altare di S. Rocco, conservato nella chiesa parrocchiale di Vestenanova, che raffigura il trasporto dei corpi degli appestati verso la chiesa. Gli affreschi, alcuni dei quali scoperti essere del pittore veronese Francesco Morone, rividero la luce solamente con i lavori di restauro della chiesa negli anni ’80 del ‘900.

Utilizzata poi ancora come teatro, scuola, riparo per animali e rifugio per i partigiani durante la Seconda Guerra Mondiale, la chiesa finì in stato di abbandono e degrado fino ai lavori di recupero dell’edificio del secolo scorso.

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