Tre giornate in memoria di Cristian Zanolla
Redazione
Sono trascorsi ormai quasi due anni da quel tragico 20 luglio 2023, ma resta sempre più vivo che mai il ricordo di Cristian Zanolla, il giovane di soli 22 anni, di Arcole, rimasto vittima di un incidente stradale avvenuto a San Bonifacio lungo la Regionale 38 “Porcilana”: il ragazzo viaggiava su una moto che è stata travolta da un furgone il cui conducente ha mancato la precedenza. Una tragedia che ha scosso tutto il Veronese e il Vicentino.
Già l’anno scorso, in occasione del primo anniversario del dramma, i genitori e la sorella di Cristian avevano deciso di rendere omaggio al giovane e di mantenerne acceso il ricordo nel modo in cui egli avrebbe desiderato, attraverso lo sport che era la sua grande passione e, in particolare, il calcio, che aveva praticato fin dall’età di dieci anni nei settori giovanili di diverse società calcistiche della zona, tra cui Arcole, Sambonifacese e Belfiorese.
C’era voluto poco per ottenere la disponibilità dei tanti ragazzi, ex compagni di squadra e amici che nel corso degli anni avevano giocato con Cristian, una quarantina, che il 20 luglio 2024, al campo sportivo comunale di Gambellara (Vicenza), hanno dato vita al primo torneo di calcetto in memoria del ventiduenne: un pomeriggio di partite tra le quattro squadre in competizione conclusosi in serata con le premiazioni e un rinfresco.
L’intenzione dei suoi familiari era quella di far diventare l’iniziativa un appuntamento fisso e così è stato: il prossimo 20 luglio 2025, dalle ore 15, sempre nella stessa location, si svolgerà la seconda edizione del quadrangolare. Non solo, ci sarà un ulteriore evento: il 14 e 15 giugno, sabato e domenica, sempre al campo sportivo di Gambellara, dalle 9 del mattino, la locale società di calcio ripropone il “Memorial
Cristian Zanolla”, un torneo per la categoria Esordienti, anni 2012-13, giunto anch’esso alla seconda edizione, dedicato al giovane e il cui ricavato darà devoluto in beneficenza.
«Sono tutte belle iniziative che dimostrano quanto mio figlio fosse ben voluto e quanto abbia lasciato di buono, che aiutano noi familiari ad andare avanti, perché non è facile continuare la nostra vita senza di lui, e che stemperano anche l’estrema delusione che abbiamo ricevuto da quella che dovrebbe essere la giustizia» spiega papà Adriano, alludendo alla pena assai esigua patteggiata dal conducente de furgone.

«Questa persona è uscita dall’area di cantiere Tav per immettersi sulla Regionale 38 senza rispettare lo “Stop”, mancando la precedenza alla moto dove viaggiava mio figlio e per di più girando sinistra laddove vigeva l’obbligo di svolta a destra, ma nonostante queste gravi e fatali violazioni se l’è cavata con una condanna a otto mesi e sei mesi di sospensione della patente. Vale così poco una giovane vita spezzata in questo modo? Nelle aule di tribunale, dietro al giudice, c’è la scritta “la legge è uguale per tutti”: non mi sembra però che sia così».
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